Il giudice della Corte suprema
brasiliana Alexandre de Moraes ha inviato al presidente del
massimo organo giuridico del Paese, Edson Fachin, una petizione
di 20 pagine e rapporti di intelligence della Polizia federale
(Pf) che, secondo lui, segnalerebbero presunte irregolarità
commesse dal collega André Mendonça nella conduzione delle
operazioni “Sem Desconto” sulle frodi ai danni dei pensionati e
“Compliance Zero” sul Banco Master. Moraes afferma che vi
sarebbero “forti indizi” di abuso d’autorità, illeciti contro la
moralità e la pubblica amministrazione (“improbidade
administrativa”) e reato di responsabilità.
La mossa arriva due giorni dopo che Mendonça, relatore
dell’inchiesta sul Banco Master, aveva tolto il segreto a un
rapporto della PF contenente messaggi tra Moraes e il banchiere
Daniel Vorcaro, fondatore del Banco Master. Moraes contesta a
Mendonça una presunta violazione dell’imparzialità giudiziaria e
il favoreggiamento di determinati gruppi politici. Gli
attribuisce, sulla base dei rapporti della Polizia federale, tre
condotte: aver usurpato la direzione delle indagini,
compromettendo la catena di custodia delle prove; aver
partecipato irregolarmente a trattative per collaborazioni
giudiziarie; e aver indirizzato indagini contro lo stesso Moraes
e il presidente del Senato Davi Alcolumbre per presunti motivi
personali e politici.
La vicenda si inserisce nella cosiddetta “inchiesta delle
fake news”, aperta nel marzo 2019 dall’allora presidente della
Corte suprema Dias Toffoli e affidata a Moraes. L’inchiesta,
ancora senza una data di conclusione, riguarda minacce, attacchi
e presunte campagne di disinformazione contro i giudici della
Corte e le istituzioni democratiche. Moraes ha trasmesso gli
atti a Fachin “per i provvedimenti che riterrà necessari”,
rimosso il segreto e informato la Procura generale, guidata da
Paulo Gonet.
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