La maggior parte dei chatbot di intelligenza artificiale generativa usati dal grande pubblico, come ChatGpt di OpenAi, consentono di consultare i contenuti dei media ufficiali russi sotto sanzioni europee. Lo dice una ricerca pubblicata da Reporters sans frontières (Rsf) che chiede all’Unione Europea di avviare una indagine.
Accusati di essere strumenti di “disinformazione” del Cremlino, media come Sputnik e Rt sono stati interdetti alla diffusione anche online nell’Unione europea dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022. Tuttavia, secondo Rsf, quando richiesto, ChatGpt di OpenAI, Claude di Anthropic e Grok – l’agente conversazionale integrato nella piattaforma X – accettano di aggirare tali sanzioni per riprodurre i contenuti di questi media. Questi chatbot “hanno fornito una rassegna stampa completa sull’attualità internazionale, riportando titoli e condividendo link e dichiarazioni testuali, senza segnalare sistematicamente che i media in questione erano soggetti a sanzioni europee”, sottolinea sul suo sito l’organizzazione che ha condotto i test nei mesi di giugno e agosto.
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