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Home Tecnologia

>ANSA-FOCUS/ ‘Musk’, il premio Oscar Gibney smonta il mito: ‘L’aria sta cambiando’

di Il Corriere Cultura - Redazione
11/10/2026
>ANSA-FOCUS/ ‘Musk’, il premio Oscar Gibney smonta il mito: ‘L’aria sta cambiando’

(di Lucia Magi)
“Come ha fatto Elon Musk ad
accumulare tanto potere, e perché glielo abbiamo concesso?”. È
la domanda con cui Alex Gibney apre il documentario ‘Musk’, un
ritratto monumentale dell’uomo più ricco del mondo che, mettendo
insieme trent’anni di successi, fallimenti, bugie e promesse
mirabolanti, finisce per rivelare un abilissimo illusionista.
   
Il regista premio Oscar per ‘Taxi to the Dark Side’,
inchiesta sulle torture americane in Afghanistan, e autore
dell’illuminante ‘Going Clear’ su Scientology, impiega 224
minuti per ripercorrere l’ascesa del titano della tecnologia:
dall’infanzia nel Sudafrica dell’apartheid alle prime fortune
nella Silicon Valley, da Tesla a SpaceX, dall’acquisto di
Twitter (poi diventato X) all’ingresso nell’amministrazione
Trump. Musk ha rifiutato di farsi intervistare, liquidando in
anticipo il film come un attacco personale. Gibney lo
sostituisce con un avatar creato con l’intelligenza artificiale
a partire da migliaia di ore di interventi pubblici e
dichiarazioni del magnate, che parla con la sua voce usando
parole davvero pronunciate. Con la testa grande e il corpo
piccolo, è una scelta ironica ma anche una chiave di lettura:
Musk vede il mondo come un videogioco da vincere, eliminando
chiunque ostacoli il suo cammino di ‘prescelto’, dalle ex mogli
alla figlia transgender, dagli ingegneri di Twitter ai
dipendenti pubblici.
   
Presentato in anteprima mondiale fuori concorso all’83/a
Mostra del Cinema di Venezia, il documentario arriva nelle sale
degli Stati Uniti il 16 ottobre, distribuito da Bleecker Street,
ma non ha ancora una data di uscita italiana. Attraverso
testimonianze di familiari, ex collaboratori e giornalisti,
Gibney smonta il mito del genio visionario, raccontando gli
inganni dietro alcune innovazioni di Tesla, gli incidenti legati
alla guida autonoma e il potere geopolitico conquistato
attraverso Starlink.
   
Musk è il sintomo, non la causa. A sostenerlo, durante la
presentazione del film ieri a Los Angeles, è Adam Becker,
astrofisico, giornalista e autore di ‘More Everything Forever’,
saggio che indaga il messianismo tecnologico della Silicon
Valley e la concentrazione del potere nelle mani dei suoi
miliardari. “Musk è il prodotto del suo ambiente e del suo
tempo”, spiega. “Da anni scherzo dicendo che Musk è
un’operazione psicologica per farci prestare meno attenzione a
Peter Thiel (cofondatore di PayPal, oggi presidente di
Palantir). Naturalmente non lo credo davvero, ma Thiel è
agghiacciante. Anche Marc Andreessen e David Sacks lo sono. Sono
tutti diversi, ma strutturalmente si assomigliano”. E aggiunge:
“Ci sono probabilmente altri cento uomini di cui non abbiamo mai
sentito parlare che sarebbero stati altrettanto terribili se si
fossero trovati nella stessa posizione di ricchezza e potere”.
   
Per Becker, che interviene nel documentario, dietro le
fantasie di immortalità, colonizzazione spaziale e
superintelligenza artificiale che accomunano i titani della
tecnologia c’è soprattutto una combinazione di paura e desiderio
di controllo. “Se dovessi riassumerlo in una frase: sono
ragazzotti cresciuti e arricchiti, che vogliono andare nello
spazio e vivere al cospetto di un dio fatto dall’intelligenza
artificiale. Spoiler: non succederà”.
   
Becker è ottimista: “Non siamo inermi nelle mani di questi
burattinai. Sta nascendo un movimento molto forte contro questi
oligarchi della tecnologia con delirio di onnipotenza. Non
vengono più ammirati come stravaganti e simpatici fautori del
proprio successo. L’aria è cambiata. C’è un movimento diffuso e
ormai visibile anche in politica che chiede di far loro pagare
più tasse o contro i datacenter. La gente comincia a capire che
bisogna fermarli. È un sentimento nuovo, e mi dà speranza”.
   

   

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