Sposarsi per proteggersi dai tumori: l’ipotesi che il
matrimonio di per sé sia un fattore con una influenza
determinante nelle probabilità di sviluppare il cancro viene
avvalorata dal più ampio e dettagliato studio condotto in
materia. Una mega-analisi Usa, su 103 milioni di americani tra i
30 e gli 85 anni, i cui dati sono stati raccolti per 8 anni, ha
osservato una clamorosa differenza nelle diagnosi di cancro tra
chi era sposato o lo era stato in passato, e chi non si era mai
legato in matrimonio.
A differenza di altre indagini, quest’ ultima – pubblicata
sul journal ‘Cancer Research Communications’ e realizzata sotto
la guida dell’epidemiologo Paulo S. Pinheiro all’Università di
Miami – indica che i benefici maggiori del matrimonio, dal punto
di vista della prevenzione oncologica, vengono goduti dalle
donne. Le diagnosi di cancro sono risultate infatti l’83% in più
tra le donne single per tutta la vita. Tra gli uomini che non
erano mai stati sposati, i casi di tumore sono risultati il 68%
in più.
I ricercatori osservano come ben poco si sapeva sinora
sull’influenza dello status matrimoniale nello sviluppo dei
tumori o comunque nella loro diagnosi. La grande maggioranza
degli studi precedenti aveva osservato un decorso ed una
prognosi migliori tra le persone sposate, ma già diagnosticate
con un cancro.
Gli americani analizzati nel rapporto rappresentano più del
31% della popolazione: l’associazione tra il matrimonio e la
minore presenza di tumori e’ risultata più forte negli individui
over 55, suggerendo la possibilià che i benefici della vita di
coppia si accumulino nel corso degli anni.
Le tipologie di cancro meno presenti tra gli sposati sono
risultate quelle legate alla riproduzione femminile –
dell’endometrio, delle ovaie – e quelle connesse al consumo di
tabacco, come il tumore dei polmoni.
Meno suscettibili allo status di coppia sono risultati invece
i tumori della tiroide, del seno, della prostata.
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