Oltre il 30% degli immobili
residenziali italiani difetta di standard moderni di salubrità.
In questi condomini sale il rischio di cefalee ricorrenti,
stanchezza inspiegabile, irritazione delle mucose e patologie
respiratorie per la cosiddetta Sindrome dell’Edificio Malato
(Sbs), i cui monitoraggi evidenziano come una quota compresa tra
il 15% e il 50% delle persone residenti in immobili non
adeguatamente ventilati o isolati lamenti disturbi cronici. Lo
rileva un’analisi del settore della progettazione nel
sottolineare la centralità della persona come principio guida di
ogni processo di trasformazione dello spazio. Per Alessandro
Panci, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, “gli
ambienti domestici e gli spazi interessati da interventi di
rigenerazione urbana devono essere progettati partendo da un
presupposto imprescindibile: il benessere indoor e la tutela
della salute pubblica.Le nostre case non possono più essere
semplici contenitori di metri quadrati, ma devono diventare
luoghi capaci di accogliere, proteggere e promuovere il
benessere di chi le abita. Oggi ristrutturare significa, prima
di tutto, ridurre l’inquinamento indoor e garantire standard
tecnologici avanzati, superando un approccio normativo che
troppo spesso trascura la biologia e la qualità degli ambienti
di vita”.
Una spinta all’innovazione che trova immediata applicazione
pratica nell’offerta industriale e tecnologica del settore.
Molte di queste soluzioni – come i sistemi di ventilazione
meccanica controllata di ultima generazione, i materiali edili a
zero emissioni o i dispositivi domotici intelligenti per la
purificazione e il monitoraggio costante della qualità dell’aria
– verranno infatti presentati dal 4 al 6 settembre 2026 alla
manifestazione internazionale B-CAD di edilizia, architettura e
design in programma a Roma alla Nuvola di Fuksas.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA



