Il nuovo anno scolastico cubano
inizierà il 1° settembre con carenze di insegnanti e uniformi e
modifiche ai programmi e all’organizzazione scolastica, in un
Paese alle prese con una grave crisi economica ed energetica. Lo
ha annunciato oggi la ministra dell’Istruzione Naima Trujillo,
spiegando che le difficoltà interesseranno tutti i livelli del
sistema educativo.
Decine di migliaia di bambini e adolescenti torneranno nelle
aule tra blackout prolungati, carenza di alimenti, inflazione,
scuole deteriorate e una grave penuria di docenti. Secondo
testimonianze raccolte da Martí Noticias, i blackout impediscono
a molti studenti di dormire regolarmente, con ripercussioni
sulla concentrazione e sul rendimento. Le famiglie devono
inoltre affrontare il costo crescente di uniformi, scarpe, zaini
e materiale scolastico, mentre in molte zone mancano anche acqua
e trasporti. Il sistema educativo soffre soprattutto per l’esodo
degli insegnanti verso l’estero o verso attività meglio
remunerate.
Nel 2024 le autorità avevano riconosciuto un fabbisogno di
circa 24mila docenti per completare gli organici. A Camagüey,
per il nuovo anno scolastico sarebbe coperto solo il 68,7% del
fabbisogno, con una carenza di circa 3mila insegnanti. Il
deterioramento dell’istruzione riflette così la crisi economica
generale dell’isola e mette sotto pressione uno dei settori
storicamente centrali del sistema cubano.
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