Il candidato alla presidenza
brasiliana Flávio Bolsonaro, di destra, ha affermato oggi che,
se eletto, modificherà la politica estera del Paese e rafforzerà
i rapporti con le principali democrazie, accusando il presidente
Luiz Inácio Lula da Silva di avvicinarsi a governi che non
rispettano i diritti umani. “Lula si avvicina alle grandi
dittature del mondo, si avvicina a governi che non rispettano i
diritti umani, che uccidono donne e omosessuali”, ha affermato
Bolsonaro. “Io mi avvicinerò ai grandi Paesi, alle grandi
democrazie che usano la loro forza per portare ricchezza alle
nazioni”, ha aggiunto.
Flávio Bolsonaro ha inoltre negato che la sua candidatura
stia ricevendo assistenza dal governo di Donald Trump. “Non c’è
alcun aiuto da parte del governo Usa. Qui siamo noi a decidere
le elezioni”, ha dichiarato durante un comizio a Vitória da
Conquista, nello stato di Bahia.
Le dichiarazioni arrivano dopo che O Estado de S. Paulo ha
rivelato che, durante i negoziati commerciali del 2025,
Washington aveva chiesto al Brasile garanzie per elezioni
“libere e giuste” e affinché i “dissidenti politici” non fossero
esclusi dalle elezioni del 2026. Il governo brasiliano respinse
il documento, mentre fonti dell’Itamaraty precisarono che in
Brasile non esiste la figura giuridica del “dissidente politico”
e che la richiesta non entrò nelle trattative formali.
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