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Home Cultura

Mastandrea, mattatore alla Festa Cinema di Mare, tra aneddoti e provino con Spike Lee

di Il Corriere Cultura - Redazione
01/09/2026
Mastandrea, mattatore alla Festa Cinema di Mare, tra aneddoti e provino con Spike Lee

Il “grande cruccio” del provino con
Spike Lee, la prima figuraccia con gli americani, la questione
delle “quote” femminili nel cinema. Secondo ospite della Festa
del Cinema di Mare di Castiglione della Pescaia con la direzione
artistica del regista Giovanni Veronesi, Valerio Mastandrea ha
regalato un’ora di grande divertimento a una piazza gremita.
   
Intervistato da Piera De Tassis e Paolo Mereghetti, ha
ripercorso la sua carriera raccontando con ironia due diversi
aneddoti legati alla sua vita da attore e da regista.
   
“Credo che non mi chiameranno più gli americani” ha detto
condividendo con la platea due episodi divertenti. “Con gli
americani non si scherza – ha ironizzato l’attore -. Mi è
capitato tre volte di fare dei provini. Lì ci stanno le
tabelle…dove hai cominciato? Quando hai cominciato? E quando,
la prima volta, uno mi chiese che metodo usassi io guardai
l’italiana (era il primo provino e naturalmente non mi presero)
e le dissi ‘The street’. Invece di ridere mi hanno mandato via.
   
Devono aver pensato: questo è deficiente”.
   
Poi Mastandrea ha ricordato “il grande cruccio” durante un
provino con Spike Lee, il suo idolo, durante il quale “mi
permisi di controbattere perché non ero capace di strillare”
interpretando un personaggio “che a un certo punto doveva
strillare”. E ancora, ha continuato Mastandrea: “Io certe cose
non le so fare, quindi mi sono raccontato che la rabbia di
questo personaggio fosse low profile. Faccio il provino,
male…Lui ha guardato la casting come a dire: ‘questo lo hai
chiamato tu?’ ”
Sulla querelle scoppiata alla Biennale di Venezia sulla quota
femminile nell’industria del cinema, l’attore, rispondendo alla
domanda su cosa significhi essere diretto da una donna, ha
dichiarato di non aver mai avvertito la differenza. “Se mi fai
questa domanda ti rispondo: mai sentita. Dico che ci stanno i
registi o le registe e i non registi e le non registe, quelli
capaci e non capaci, quelli che azzeccano il film o non lo
azzeccano, e non voglio neanche usare la parola meritocrazia, ma
magari competenza”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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