L’arte deve contribuire ad
abbattere barriere e creare consapevolezza. E’ la riflessione di
Leo Gassmann, ospite speciale del Lovers Film Festival a Torino,
con una performance musicale – le canzoni scelte sono Oltre e Il
girasole – in apertura alla proiezione del film Bookends” al
Cinema Massimo. “Questo è un festival che porta luce e speranza,
dà spazio a chi spesso non viene raccontato abbastanza e aiuta
ad ampliare gli orizzonti”, racconta. Un impegno che l’artista
porta avanti anche nella sua musica, cercando di trasmettere
valori di apertura e rispetto.
Nonostante i progressi degli ultimi anni, secondo Gassmann
c’è ancora molto da fare sul fronte dei diritti civili,
soprattutto in Italia. Episodi recenti di omofobia come quello
di Torino, dove è stato aggredito un giurato del festival, lo
dimostrano: “La violenza nasce spesso dall’ignoranza. Per questo
è fondamentale continuare a parlare e raccontare”.
Nel suo percorso personale, il cantautore romano parla del
ruolo centrale che ha avuto la famiglia. Con il padre,
Alessandro Gassmann, non ha ancora lavorato, mentre con la
madre, Sabrina Knaflitz, ha condiviso una tournée teatrale
durata due mesi. “È stata un’occasione per stare insieme e
chiudere un cerchio: sono cresciuto nei teatri con loro”. Diviso
tra musica e cinema, Gassmann non sceglie: “Sono due anime che
convivono”. Nel film La verità ha interpretato un ragazzo
omosessuale, evitando stereotipi: “Il punto non era l’identità,
ma la difficoltà di dire la verità alla famiglia e seguire la
propria strada”, spiega.
Il suo percorso è segnato dal rischio: dalla partecipazione
a X Factor fino ai ruoli più impegnativi. “Mi piace mettermi in
gioco: anche sbagliare fa parte della crescita”. Se la
recitazione è stata influenzata dall’ambiente familiare, la
musica rappresenta una conquista personale. Il nuovo album, Vita
Vera Paradiso, segna una maturità artistica: “È un disco che
parla di luce e buio, e che mi fa stare bene quando lo canto”.
Tra i suoi ‘preferiti’ cita Robin Williams, Will Smith e Brendan
Fraser, mentre in Italia ammira Pierfrancesco Favino. Sul cinema
italiano, Gassmann vede grandi potenzialità ma invita a puntare
su storie originali: “Servono film scritti bene, capaci di
emozionare e arrivare anche all’estero”. Torino? “E’ una delle
quattro città che preferisco con Roma, Napoli e Bari”.
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