“Non narro la nostalgia di
un’epoca, ma di un’ illusione”. Lo ha detto Laura Morante a
Pordenonelegge presentando in anteprima nazionale “Dieci storie
pop” (La nave di Teseo), raccolta di racconti ambientata nella
Roma degli anni Sessanta.
“Sotto l’apparenza del boom economico c’erano gli orrori che
sarebbero venuti fuori pochi anni dopo: la speculazione
edilizia, il Sud che soffriva, la miseria, le tensioni
politiche” ha spiegato. “Nei dieci racconti si percepisce un
crescendo di piccole malinconie, si sente che l’illusione si sta
sgretolando”.
Morante ha scelto Centocelle come ambientazione per via di un
paradosso: “In un quartiere popolare era più difficile
conservare l’illusione, perché i problemi si vivevano sulla
propria pelle, ma al contempo era anche più facile illudersi
perché si era meno informati sul mondo”.
Il libro è “un ibrido tra raccolta di racconti e romanzo, con
dei personaggi e un narratore comuni”. La musica è uno degli
elementi centrali: “Le canzoni della musica leggera si
impregnano delle nostre memorie, del nostro vissuto, delle
nostre emozioni”, ha detto l’autrice. “Mozart resta se stesso, è
lui che trionfa. Le canzoni popolari, invece, si impregnano di
quello che abbiamo vissuto”.
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