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Home Cultura

La Storia in Piazza chiude con 15mila presenze

di Il Corriere Cultura - Redazione
30/03/2026
La Storia in Piazza chiude con 15mila presenze

Chiude con un bilancio di 15mila presenze la quindicesima edizione di La Storia in piazza, curata da Carlotta Sorba ed Emmanuel Betta quest’anno dedicata al tema ‘Naturalmente: naturale e innaturale nella storia’.
Quasi 100 i relatori e le relatrici provenienti da tutta Italia e dall’estero che si sono alternati negli oltre 80 appuntamenti e hanno ragionato su due termini – naturale e innaturale – che, dall’antichità ad oggi, ricorrono costantemente nel discorso politico, scientifico, giuridico e religioso, assumendo significati e valori anche molto diversi tra loro. Tra i protagonisti Alessandro Barbero, Marco Paolini, Telmo Pievani, Marc Lazar, Guido Barbujani, Silvia Ronchey, Andrea Giardina, Domenico Starnone e molti altri.
Incontri, conferenze, reading, laboratori, seminari e dialoghi aperti a più voci a cui hanno partecipato anche scuole e famiglie oltre agli appassionati della materia. “Genova è tornata ad essere una vera e propria capitale della cultura. La Storia in piazza si è confermata – commenta la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella – un appuntamento di punta non soltanto della programmazione della Fondazione, ma dell’offerta culturale dell’intera città”.
“Anche per l’edizione numero quindici – sottolinea la direttrice di Palazzo Ducale fondazione per la cultura Ilaria Bonacossa – confermiamo la formula dinamica di una rassegna fatta di conversazioni a più voci e dialoghi. Voglio rimarcare un dato: lo scorso anno l’età media degli studiosi e delle studiose che hanno partecipato alla quattro giorni si era sensibilmente ridotta. Quest’anno siamo andati ancora più avanti su questo sentiero”.
“Mi sembra che ogni anno – rimarcano Sorba e Betta – La Storia in Piazza riesca ad arricchirsi e ad aggiungere qualcosa rispetto all’edizione precedente. In questa sottolineerei le nuove collaborazioni, soprattutto quella con l’Istituto Universitario Europeo. E poi una maggiore attenzione verso le giovani generazioni, verso i ricercatori che stanno formandosi come storici”. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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