Un viaggio originale per riscoprire la lettura come gesto ribelle e necessario e raggiungere così la libertà. A firmarlo è Enrico Terrinoni, che oggi allo spazio Forum del Museo Lets di Trieste il suo Leggere libri non serve. Da William Shakespeare a Italo Svevo, da Virginia Woolf a Giordano Bruno, “il libro – ha spiegato l’autore – racconta sette storie e sette autori, con il tentativo di mandare un messaggio: il fatto che i testi nascono dalle teste, non nascono dal nulla, nascono sempre da un’esperienza di qualche tipo, un trauma, un momento di estrema felicità, una rivelazione. Vorrei far comprendere come la biografia in qualche modo rientri all’interno dei messaggi che si mandano. E per raggiungere questo obiettivo ho optato per sette autori, tutti molto famosi, grandi classici”. Il titolo provocatorio del libro è stato scelto perché, ha raccontato Terrinoni, “non leggere i libri serve, ce lo dimostra la politica internazionale, personaggi importanti che spesso non si dedicano affatto alla lettura. Forse non leggere serve in effetti per diventare anche abbastanza potenti. E invece io penso che la lettura ci insegni la libertà, e la libertà non richiede il potere”. Per l’autore la scrittura rappresenta “un tentativo di fare i conti con sé stessi e con il mondo – ha detto – e con la propria posizione nel mondo. Ed è un modo di dire di più rispetto a quello che si dice con il linguaggio ordinario, è cercare di parlare a sé stessi e anche ad altre persone, ed è anche tentare di sondare i limiti del linguaggio”. La presentazione rientra nelle iniziative Lets Talk, appuntamenti promossi da Lets, il museo della letteraura di Trieste.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





