E’ morto l’11agosto, a 86 anni in
Gran Bretagna, John Irvin, regista inglese capace di esplorare,
in una carriera ultracinquantennale i più diversi generi,
passando dalla miniserie spy cult La talpa (1979), con Alec
Guinness al realistico dramma di guerra Hamburger Hill (1987)
dai documentari, come il corto “Mafia No!, (1967) su Danilo
Dolci (nominato ai Bafta) a commedie sociali come Tartaruga ti
amerò (1985), basato su una sceneggiatura di Harold Pinter, con
Glenda Jackson e Ben Kingsley. La scomparsa del cineasta è stata
confermata dalla produttrice Claire Evans al quotidiano The
Guardian aggiungendo che “è morto a casa, circondato dalla sua
famiglia”. Irvin è nato nel 1940 a Wallasey nel Cheshire, e ha
studiato cinema alla London Film School. Debutta a inizio anni
’60 con i documentari per quali ha compiuto anche un viaggio in
Vietnam nel pieno del conflitto. Nel frattempo ha iniziato a
lavorare anche per la tv, dirigendo attori come Anthony Hopkins
e Edward Fox. Il successo internazionale della miniserie La
talpa, dai romanzi di John Le Carré (candidata a un Emmy e
quattro Bafta di cui uno vinto per la prova di Alec Guinness)
gli ha aperto le porte di Hollywood. Lì ha firmato fra gli
altri, I mastini della guerra (1980) con Christopher Walken,
Codice Magnum (1986) con Arnold Schwarzenegger, Vendetta
trasversale (1989) con Patrick Swayze e Liam Neeson, e Robin
Hood – La leggenda (1991) con Patrick Bergin e Uma Thurman.
Negli ultimi anni ha lavorato spesso con produzioni
indipendenti, realizzando film come L’educazione fisica delle
fanciulle (2005) dalla novella di Wedekind, con Jaqueline
Bisset, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di
Venezia; E lucean le stelle (2007) ambientato nella Roma del
1939, con Jonathan Pryce e Alfred Molina; Il Giardino dell’Eden
(2008) con Jack Huston, dal romanzo postumo di Hemingway, fino a
all’ultima regia, Mandela’s Gun (2016), biografia del simbolo
della lotta anti apartheid.
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