Emilio Isgrò lascia a Napoli ‘O
sole mio’ . Il grande artista ha donato al Museo e Real Bosco di
Capodimonte, dove fino al 29 settembre è ospitata la mostra
‘Canto Napoli’, una delle celebri canzoni ‘cancellate’ in
esposizione ed anche due istallazioni, un mandolino e una
chitarra accostati entrambe a una seggiolina, un leggio e uno
spartito musicale. Oltre a queste opere del 2025, il maestro
siciliano ha voluto donare anche una sua opera ‘storica’, Telex
C91, del 1973 (china su carta intelata montata su telaio in
legno in box di plexiglass) in arrivo da Milano. “Credo che fare
un dono a Capodimonte significa restituire a Napoli una
bassissima percentuale di ciò che ha dato al nostro paese. Non
tutti se ne rendono conto”. L’annuncio ha voluto darlo lo stesso
Isgrò durante la presentazione del catalogo della mostra edito
da Treccani. “Sono felice di aver curato una mostra sinestetica
riuscitissima – ha detto il Direttore del museo Eike Schmidt –
tanti visitatori infatti canticchiano leggendo le parole delle
canzoni napoletane, conoscendo benissimo i versi cancellati. Un
successo sono anche le sale della mostra Isgrò, molti artisti
contemporanei ci hanno chiesto di esporre in questi spazi al
secondo piano che vorremmo restassero sempre una finestra su
Napoli”. Alla presentazione hanno partecipato anche Massimo
Bray, Direttore Generale dell’Istituto della Enciclopedia
Italiana Treccani, e alcuni autori del volume: Laura Valente,
Stefano Causa, Marco Bazzini. Altri contributi in catalogo sono
di Eike Schmidt (La danza delle formiche) Bruno Corà, Michele
Bonuomo, Maria Laura Chiacchio, Luciana Berti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





