Marche all’avanguardia nel campo del
filtraggio di fanghi e terre rare. Un’aggregazione di aziende
del Pesarese ha realizzato un sistema di filtraggio innovativo,
un macchinario di grandi dimensioni capace di trattare
(filtrazione e disidratazione) grandi volumi di fanghi di
risulta prodotti nei processi di differenti settori industriali
quali cave di estrazione di materiali inerti come sabbie e
brecci, miniere di estrazione metalli come ferro, rame, oro,
argento, zinco, piombo e altri minerali oggi molto importanti
come il litio e le terre rare.
Questa grande filtropressa è stata realizzata insieme da
quattro aziende della provincia di Pesaro Urbino (la capofila
Biagiotti srl di Terre Roveresche, la Cogede srl di Fano, la
Dewater filter press srl di Terre Roveresche e Rockolors srl di
Cagli) grazie anche a un contributo 1,1 milioni di euro di fondi
Fesr della Regione (bando ‘Ricerca e sviluppo per innovare le
Marche’): è in grado di separare la fase solida da quella
liquida al fine di recuperare l’acqua presente in fanghi di
scarto (Tailings) e ottenere una fase solida che sia compatta in
maniera sicura e conforme alle normative ambientali. Un progetto
concluso nel maggio scorso, del costo complessivo di circa 1,8
milioni di euro grazie al quale sono stati anche assunti cinque
giovani laureati e tecnici specialisti.
Si tratta di una “filtropressa unica al mondo – ha
sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico
Giacomo Bugaro, nel corso della sottoscrizione del ‘Protocollo
d’intesa per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il
benessere aziendale e dei lavoratori nelle imprese del
territorio’ con Confederazioni imprenditoriali e sindacali – Un
progetto che nessuna delle quattro aziende avrebbe potuto
realizzare da sola. Siamo gli unici al mondo ad avere questa
macchina: un gioiello capace di lavorare tonnellate di
materiale, sezionando l’acqua e producendo un riciclo
incredibile”.
Bugaro ha sottolineato l’importanza per le imprese di reggere
alla sfida tecnologica per competere: “la Regione non può fare
l’imprenditore ma dare un supporto corretto utilizzando al
meglio le risorse anche europee che può gestire”.
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