L’Unione europea evoca la possibilità di considerare la creazione di deepfake sessuali come una pratica vietata nel quadro della legge sull’intelligenza artificiale dopo lo scandalo delle immagini sessualizzate realizzate da Grok AI, il chatbot di IA integrato sulla piattaforma X di Elon Musk.
“Il divieto di pratiche dannose nell’ambito dell’IA potrebbe essere rilevante per affrontare il problema dei deepfake sessuali non consensuali e del materiale pedopornografico. Dipende dal tipo di danno che causano” ha spiegato la vice presidente della Commissione europea Henna Virkkunen intervenendo alla plenaria a Strasburgo. Virkkunen ha poi ricordato che la Commissione ha inviato una richiesta di informazioni a X in merito a Grok nel quadro dell’indagine avviata sulla piattaforma ai sensi della legge sui servizi digitali (Dsa).
“Abbiamo ordinato alla piattaforma di conservare tutti i documenti e i dati interni ad essa relativi fino alla fine dell’anno. Stiamo ora esaminando in quale misura X possa in ogni caso violare il Dsa e non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni se le prove lo suggeriranno”.
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