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Home Tecnologia

L’Australia vuole tassare del 2,25% i big della tecnologia per le notizie

di Il Corriere Cultura - Redazione
29/04/2026
L’Australia vuole tassare del 2,25% i big della tecnologia per le notizie

Dopo le restrizioni sui social
media per gli adolescenti, nuova mossa dell’Australia nei
confronti dei big della tecnologia ma sul fronte editoria. Con
la proposta ‘News Bargaining Incentive’ il governo mira a
tassare Meta, Google e TikTok del 2,25% del loro fatturato
australiano a meno che non raggiungano volontariamente accordi
con i media locali.
   
“Le grandi piattaforme digitali non possono sottrarsi agli
obblighi previsti dal codice contrattuale dei media”, spiega il
primo ministro Anthony Albanese. Le modifiche mirano a colmare
la lacuna di una precedente legge sui media che consentiva alle
organizzazioni di evitare una tassa se rimuovevano le notizie
dalle loro piattaforme. “Stiamo incoraggiando i big a sedersi al
tavolo con le testate giornalistiche e portare a termine
accordi”, spiega il premier aggiungendo che il giornalismo deve
avere un “valore monetario, non dovrebbe poter essere preso da
una grande multinazionale e utilizzato per generare profitti
senza alcun compenso”. Quando Canberra propose leggi simili nel
2024, Meta annunciò che gli utenti australiani non sarebbero più
stati in grado di accedere alla sezione “notizie” e che non
avrebbe rinnovato gli accordi sui contenuti con gli editori dii
Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania.
   
Meta afferma ora che le leggi proposte “non sono altro che
una tassa sui servizi digitali” e che “le testate giornalistiche
pubblicano volontariamente contenuti sulle nostre piattaforme
perché traggono valore dal farlo”. Google aggiunge di avere già
accordi commerciali con più di 90 aziende giornalistiche locali:
“Siamo stati chiari: rifiutiamo la necessità di questa tassa”,
dice un portavoce.
   
“Le persone ricevono sempre più notizie direttamente da
Facebook, da TikTok e Google – osserva il ministro delle
Comunicazioni, Anika Wells – Crediamo che sia giusto che le
grandi piattaforme digitali contribuiscano al duro lavoro che
arricchisce i loro feed e che incrementa le loro entrate”.
   
La proposta è stata presentata oggi e la consultazione
pubblica si concluderà a maggio. Arriverà in parlamento entro la
fine dell’anno.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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