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La crisi dei semiconduttori spinge al rialzo il prezzo degli smartphone

di Il Corriere Cultura - Redazione
15/06/2026
La crisi dei semiconduttori spinge al rialzo il prezzo degli smartphone

“Tutto scarseggia. La domanda è altissima. Questa situazione persisterà per diversi anni”. Jensen Huang, amministratore delegato di Nvdia, ha sintetizzato così la situazione attuale del mercato dei semiconduttori, che vive ancora di una carenza globale, che impatta sulla disponibilità e sul prezzo dei dispositivi di consumo, come smartphone e pc. Dopo una leggera ripresa a fine 2024, oggi la scarsità delle componenti hardware torna a far parlare di sé per due fattori principali: la corsa all’IA e l’instabilità geopolitica, che rende ancora più evidente la fragilità della catena di fornitura tech tra occidente e oriente. Più le componenti mancano e più si alza il prezzo delle materie prime e, di conseguenza, dei prodotti in vendita. In un post su X, Carl Pei, co-fondatore e amministratore delegato di Nothing che produce smartphone e accessori, ha affermato che la memoria è diventata il componente più esoso degli smartphone moderni, superando processori e display. In alcuni casi, rappresenta più della metà del costo totale dell’hardware di un dispositivo. Per questo, negli ultimi 12 mesi il cartellino medio di un telefonino è salito “e continuerà a salire anche l’anno prossimo”. A farne le spese sono gli acquirenti che guardano agli smartphone di fascia alta, per i quali stanno spendendo circa 100 dollari in più in confronto al 2025. Il mercato dei telefonini è diviso in due: da un lato quelli economici e di classe media, il cui prezzo si aggira sempre tra i 200 e i 500 euro ma con scorte in diminuzione. Dall’altro i modelli ‘premium’, sui quali si sente maggiormente il peso dell’integrazione di chip più moderni, che diventano fondamentali per far girare applicazioni di intelligenza artificiale, una delle poche novità di un segmento spesso privo di sorprese. Per gli esperti della società di analisi Counterpoint, nel primi tre mesi del 2026, i fornitori di semiconduttori hanno spedito meno chip di fascia bassa e media rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In controtendenza Apple e Samsung, i cui chip top di gamma guadagnano posizioni. Sintomo, stando ai ricercatori, della necessità delle big tech sia di basare la propria produzione su hardware fatto in casa, come fanno la stessa Apple e Samsung, sia di giustificare l’aumento di prezzo dei terminali puntando sulle nuove funzionalità di intelligenza artificiale. Così gli esemplari di primo prezzo rischiano di sparire o di restare indietro in quanto a innovazione. Non a caso Gemini Intelligence, il nuovo ecosistema di Google presentato a maggio, dovrebbe girare solo su telefonini di nuova generazione, con processori potenti e un certo quantitativo di memoria ram. Ecco che costruirsi chip da sé può portare vantaggi per tutta la filiera di produzione. Così Apple è riuscita a portare per la prima volta a bordo di un computer portatile, il MacBook Neo, l’Apple A18 Pro, lo stesso processore utilizzato sui ‘vecchi’ iPhone. Un modo per valorizzare l’architettura ma anche per svuotare il magazzino. Una mossa che ha fatto pensare ad un futuro più roseo per l’andamento dei notebook, anch’essi destinati a prezzi in salita. “Il successo di Apple ha mascherato il problema”, dicono gli analisti di International Data Corporation (Idc). “In un certo senso Apple ha esercitato una pressione ancora maggiore sul comparto”, affermano, anticipando quello che succederà da qui alla fine del 2027, “i prezzi continueranno a salire mentre i produttori faranno fatica a mantenere adeguate scorte di pc”. Uno spiraglio c’è e ha il nome di ‘sovranità’. L’Unione Europea è impegnata a raggiungere una minore dipendenza da Usa e Cina con investimenti per costruire fabbriche di semiconduttori sul territorio e a inizio giugno ha presentato il Chips Act 2.0. In Italia il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha firmato con la società di Singapore, Silicon Box, un accordo per portare a Novara un sito produttivo dedicato ai semiconduttori. Una via per creare una Silicon Valley nostrana. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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