Panorama Italia
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Tecniche della Medicina
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Tecnologia

Ferraris, ‘nell’IA non troviamo qualcosa di alieno ma sempre noi stessi’

di Il Corriere Cultura - Redazione
23/05/2026
Ferraris, ‘nell’IA non troviamo qualcosa di alieno ma sempre noi stessi’

“Nell’intelligenza artificiale non
troviamo qualcosa di alieno, ma sempre noi stessi. Dei noi molto
più bravi e rapidi tecnicamente, ma lo è anche una calcolatrice.
   
È come dire che un’intera biblioteca la sa più lunga del suo
bibliotecario: è ovvio, ma al tempo stesso irrilevante. Siamo
noi che facciamo domande all’intelligenza artificiale e non il
contrario, siamo noi portatori di volontà e di bisogni, qualcosa
che le macchine non hanno”. Lo ha detto il filosofo Maurizio
Ferraris a Voci sul Futuro 2026, dialogando con i giornalisti
ANSA e il direttore scientifico di ASviS, Enrico Giovannini.
   
Negli ultimi 50 anni — il tempo trascorso tra la prima
lezione da studente all’ultima da professore universitario di
Ferraris — la storia è completamente cambiata. “La tecnica —
sottolinea il filosofo — bastava a sé stessa e non pensava alla
necessità di un complemento umanistico. Adesso da una parte la
scienza è sempre più consapevole delle proprie implicazioni
sociali, dall’altra la tecnologia ha avuto un’accelerazione
impressionante e solleva importanti questioni filosofiche”.
   
Prima tra tutte l’aspetto etico, rispetto a cui Ferraris
mantiene una posizione moderata: “L’etica dell’IA è necessaria
ma porta con sé bias e pregiudizi. Più che inserirla nei
computer, bisogna continuare a educare il comportamento degli
esseri umani”. Un altro punto su cui la filosofia ha trovato
nuova vitalità è la capacità di fornire “narrazioni generali”,
ossia “mettere il nostro tempo all’interno di un percorso
storico”.
   
Il progresso tecnologico, di per sé, non è negativo. “Ha dato
nuova forza e visibilità — ricorda Ferraris — a delle culture
che erano schiacciate dalla una subalternità tecnologica che
adesso non esiste più”.
   
Se c’è un timore fondato è invece quello che l’IA rimuoverà
alcuni lavori. Ma anche da questo punto di vista non è il caso
di fare allarmismi: “L’umano come homo faber è un’invenzione
recente nella lunghissima storia dell’umanità. L’umano sa di
poter vivere senza lavorare, la cosa essenziale è che il valore
che produce venga riconosciuto e distribuito in un’altra maniera
che non sia il lavoro”, conclude Ferraris.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Altri contenuti sull'argomento

Videocittà Watercult, 13mila presenze al Festival ideato da Rutelli

Dopo sei mesi, ChatGpt torna disponibile su WhatsApp in Italia ed Europa

Succ.
Zambelli esce dal carcere in Italia, ‘ora ho una missione’

Zambelli esce dal carcere in Italia, 'ora ho una missione'

Camilla Fabri lascia Caracas, giallo sulla fuga tra Italia e Miami

Camilla Fabri lascia Caracas, giallo sulla fuga tra Italia e Miami

Cuba e la campagna di 'regime change' di Trump, quali sono i tre possibili scenari

CATEGORIE

  • Cronaca
  • Cultura
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Esteri
  • Primo Piano
  • Salute
  • Tecnologia

TI CONSIGLIAMO

Tecnologia

DKV Mobility a Transpotec 2026, intervista a Marco Berardelli

29/05/2026
È morta Carola Frediani, pioniera del giornalismo tecnologico italiano
Tecnologia

È morta Carola Frediani, pioniera del giornalismo tecnologico italiano

04/06/2026

© 2023 Il Corriere Cultura

  • Privacy Policy
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute

© 2023 Il Corriere Cultura