In relazione alla diffusione delle
nuove linee guida alimentari negli Stati Uniti, la Società
italiana di nutrizione umana (Sinu) esprime preoccupazione sulla
possibilità che la diffusione mediatica della piramide
capovolta, senza appropriate contestualizzazioni, possa
influenzare le scelte alimentari di parte della popolazione
verso modelli non salutari, rendendo vano l’impegno profuso dai
ricercatori e dai professionisti sanitari di diffondere buone
pratiche alimentari. Gli esperti della Sinu partono dalla
costatazione che “la popolazione degli Usa ha abitudini
alimentari poco salutari, consumando prevalentemente alimenti
pronti e conservati (fino al 60 % dell’energia, contro il 20% in
Italia)” e quindi l’invito a consumare ‘cibo vero’ – inteso come
frutta e verdura e alimenti poco processati – è condivisibile.
Inoltre, l’inversione della piramide parte dal presupposto che
la versione precedente e molto conosciuta, caratterizzata dai
cereali alla base, “non abbia prevenuto il peggioramento del
quadro sanitario americano, che vede oltre il 70% degli adulti
affetti da sovrappeso o obesità e quasi un adolescente americano
su tre in condizioni di prediabete”, anche se “i dati dimostrano
che gli americani non l’hanno mai adottata, se non nella misura
del 10% della popolazione”.
Una delle contraddizioni rilevate nelle nuove linee guida
riguarda la raccomandazione di consumare più carne, nell’ottica
di aumentare l’apporto proteico, ma, secondo la Sinu, “ciò che
manca è chiarezza sulla qualità dei diversi alimenti proteici,
soprattutto quando la maggior parte dei consumatori statunitensi
consuma proteine in quantità più che sufficienti”. “Aumentare in
modo sostanziale l’apporto proteico complessivo, senza
distinguere tra le diverse fonti proteiche, può avere
implicazioni indesiderate a lungo
termine sulla salute – spiegano ancora gli esperti -. Le
evidenze scientifiche continuano a suggerire come le proteine
vegetali e il pesce siano associati a risultati di salute più
favorevoli”. Altro aspetto negativo e non supportato da evidenze
scientifiche è la liberalizzazione del consumo di alimenti e
condimenti ricchi di grassi di origine animale che compaiono
nella parte alta della piramide e sono definiti grassi salutari.
Infine, sempre secondo la Sinu, “ulteriore confusione nasce
dalla non lineare traduzione delle linee guida nell’immagine di
accompagnamento, che ancora non chiarisce se sia una piramide
intesa come frequenza di consumo o un semplice triangolo di
presentazione di alimenti sotto forma di gruppi alimentari”.
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