“La Legge 38 del 2010 ha
rappresentato una conquista di civiltà, riconoscendo il diritto
del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia
del dolore. A sedici anni dall’approvazione, dobbiamo però
riconoscere che permangono ancora disuguaglianze territoriali
importanti nell’accesso alle cure palliative e alla terapia del
dolore: una disparità che incide soprattutto sulle persone più
fragili. La piena attuazione della Legge 38 deve dunque
diventare una priorità nazionale”.
Il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli
ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli,
richiama così l’attenzione sulla necessità di rendere cure
palliative e terapia del dolore realmente accessibili, in modo
uniforme, equo e tempestivo su tutto il territorio nazionale.
L’occasione è la 25esima Giornata nazionale del sollievo, che si
celebrerà domenica 31 maggio 2026. La Giornata, promossa dal
ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e delle
Province Autonome e dalla Fondazione nazionale ‘Gigi Ghirotti’,
è dedicata quest’anno al tema ‘Io mi prendo cura’.
“Prendersi cura significa non lasciare mai sola la persona che
soffre – prosegue Anelli -. Significa essere accanto al malato e
alla sua famiglia, ascoltare, comunicare, alleviare il dolore,
custodire la dignità della persona, anche quando non è possibile
guarire. Il sollievo dalla sofferenza è un dovere del medico”.
Per Anelli, “ascoltare il paziente, comprendere la sua storia,
accompagnarlo nelle scelte, sostenere la famiglia, costruire una
relazione di fiducia sono atti medici a pieno titolo. E, in una
medicina sempre più attraversata dalla tecnologia e
dall’intelligenza artificiale, questo rapporto umano diventa
ancora più prezioso e insostituibile”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





