L’immunoterapia continua a cambiare
il trattamento dei tumori. Dopo il via libera dell’Agenzia
italiana del farmaco (Aifa), la molecola durvalumab entra tra le
opzioni rimborsabili in nuove indicazioni per il tumore del
polmone e della vescica, con benefici sulla sopravvivenza e una
riduzione del rischio di recidiva.
Le novità sono state illustrate oggi nel corso dell’incontro
‘Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore
dell’immunoterapia oggi’, promosso da AstraZeneca al Teatro
Gerolamo di Milano. Nel tumore del polmone non a piccole cellule
in stadio precoce, il farmaco viene impiegato prima e dopo
l’intervento chirurgico. “Questa strategia modifica il paradigma
terapeutico aumentando significativamente le possibilità di
cura”, spiega Silvia Novello, presidente Walce, sottolineando
anche come la chemio-immunoterapia neoadiuvante possa ridurre le
dimensioni del tumore e consentire interventi meno invasivi.
Importanti risultati anche nel carcinoma della vescica
muscolo-invasivo operabile. “Per circa vent’anni lo standard è
stato chirurgia preceduta dalla chemioterapia, ma quasi la metà
dei pazienti andava incontro a recidiva – afferma Lorenzo
Antonuzzo, direttore dell’Oncologia clinica dell’Aou Careggi di
Firenze – L’aggiunta di durvalumab prima e dopo la chirurgia
rappresenta una strategia innovativa che cambia la pratica
clinica”. Secondo lo studio Niagara, il nuovo approccio ha
ridotto del 25% il rischio di morte.
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