Con un tasso di occupazione nel 2025
dell’89,1% a un solo anno dalla laurea abilitante e un tempo
medio di reperimento del primo impiego di soli 2,4 mesi dal
conseguimento del titolo che scende a 1,8 mesi dall’inizio della
ricerca, Infermieristica e ostetricia si conferma uno dei
percorsi accademici a più alta efficacia occupazionale in
Italia. Lo conferma il nuovo Rapporto AlmaLaurea reso noto dalla
Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni
infermieristiche), precisando che il dato è in consolidamento
(nel 2024 il tasso di occupazione era dell’85,1%). La quasi
totalità degli occupati (98,2%) svolge professioni coerenti con
il titolo conseguito, dichiarando che la laurea è
“efficace/molto efficace” nel lavoro svolto (97,9%) ed esprime
un alto livello di soddisfazione (8,1 su 10).
L’analisi AlmaLaurea si basa su un collettivo di 11.671
neolaureati, con un tasso di risposta del 59,9%. L’età media
alla laurea, secondo il report, è di 25,2 anni, con un voto
medio di 103,2 su 110. A un anno dal titolo, il 25,6% lavora al
Nord-Ovest e solo lo 0,6% è impiegato all’estero. Nel 2025 solo
il 6,8% dei neolaureati si è iscritto immediatamente a una
laurea di secondo livello, rispetto all’8,9% dell’anno
precedente. Appare evidente che questa tendenza sia motivata
dall’attesa dell’attivazione delle tre nuove magistrali
cliniche. Quanto alle tipologie di impiego, degna di nota è la
quota del 7,1% (in crescita) dei laureati che preferiscono
aprire partiva iva e impostare una carriera da libero
professionista. Sempre più giovani infermieri stanno quindi
mettendo alla prova il proprio spirito imprenditoriale. Sul
capitolo della retribuzione, quella mensile netta media
dichiarata dalla totalità degli intervistati è di 1.745 euro,
lievemente superiore per gli uomini (1.804 contro i 1.728 delle
donne, che peraltro rappresentano il 79,1% dei laureati). Non
mancano però delle criticità: si passa dalla significativa quota
di precariato contrattuale (35,8% a tempo determinato) al 30%
dei laureati in atenei di Calabria, Campania, Sicilia e Umbria
che sono alla ricerca di un altro impiego. “Nonostante l’elevata
occupabilità nel settore sanitario – rileva la Fnopi – il
sistema Italia affronta sfide strutturali che rischiano di
compromettere la disponibilità di professionisti qualificati nel
lungo periodo. Secondo il Rapporto Annuale Istat 2026, l’Italia
continua a essere uno dei Paesi europei con la più bassa quota
di laureati tra i giovani adulti. Questa criticità è aggravata
dal calo generalizzato della popolazione giovanile dovuto alla
denatalità”.
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