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Home Salute

Ebola, i cinque punti cruciali dell’epidemia

di Il Corriere Cultura - Redazione
28/05/2026
Ebola, i cinque punti cruciali dell’epidemia

E’ meno contagioso di altri virus e ha uno scarso rischio di diffusione, ma è poco noto al punto che non esistono vaccini mirati né test rapidi per la diagnosi su larga scala: è l’identikit del virus Bundibugyo, la nuova variante del virus Ebola responsabile dell’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda che, secondo i dati della regione africana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha finora causato almeno 906 casi sospetti, 112 confermati, 223 morti sospette e 11 confermate.
“Sebbene le autorità abbiano dichiarato ufficialmente l’epidemia il 15 maggio, è probabile che il virus avesse già colpito la popolazione diverse settimane prima”, osserva Michele Barry, direttrice del Centro dell’Università di Stanford per l’innovazione nella salute globale. Considerando le caratteristiche di questo virus, aggiunge, “è molto improbabile una trasmissione su larga scala”, ma nonostante questo una risposta globale e tempestiva e collaborativa è “fondamentale per supportare la Repubblica Democratica del Congo e i Paesi vicini” nel contenere l’epidemia Il virus Ebola si trasmette tramite contatto diretto con fluidi corporei (in particolare attraverso il contatto diretto con la pelle lesa o le mucose non protette) e,. “sebbene il rischio di una pandemia sia molto basso, dato il modo in cui si diffonde il virus, l’impatto nella Repubblica Democratica del Congo e nei Paesi limitrofi potrebbe essere devastante”, osserva l’esperta.
Finora sono note sei specie di virus collegate all’Ebola, ma solo tre causano le grandi epidemie: i virus Zaire, Sudan e il Bundibugyo, che in precedenza aveva causato solo due epidemie. Non tutti i test diagnostici per l’Ebola sono in grado di rilevarlo, osserva, e “questo è uno dei motivi per cui l’epidemia si è diffusa inosservata per così tanto tempo”. Diarrea non emorragica e mal di testa sono i primi sintomi di questo virus, riscontrati in oltre l’80% dei casi, oltre a febbre e debolezza. Attualmente esistono vaccini e terapie contro l’Ebola, ma non per questo ceppo. La maggior parte dei vaccini sono infatti contro il virus Zaire, né sono mai state sperimentate le terapie disponibili. Il tasso di mortalità del virus Bundibugyo è inferiore a quello della forma altamente letale di Ebola-Zaire, stimato tra il 30% e il 50% nelle epidemie precedenti, ma “combattere l’Ebola in contesti di conflitto come nella Repubblica Democratica del Congo è difficile a causa dei sistemi sanitari indeboliti e della difficoltà nel tracciare i contatti”, ha aggiunto Barry.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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