A fine mese la Clinica Oncologica
di Torrette ad Ancona, diretta dalla professoressa Rossana
Berardi, acquisirà un nuovo sequenziatore di ultima generazione
per test genetici, che permetterà di ridurre i tempi di
refertazione e testare un numero maggiore di pazienti, in
particolare per le sindromi eredo-familiari dei tumori della
mammella e dell’ovaio, caratterizzate da mutazioni di Brca e per
la sindrome di Lynch.
“Nella nostra clinica – ricorda all’ANSA la professoressa
Berardi – ha sede il Centro di Riferimento regionale di genetica
oncologica e negli ultimi dieci anni abbiamo registrato un
aumento di oltre l’800% delle consulenze e dei test. Questi
consentono di intercettare le famiglie a rischio e permettono di
identificare la presenza di specifici bersagli terapeutici nel
tumore, aprendo la strada a trattamenti più mirati ed efficaci”.
La ricerca nel reparto diretto da Berardi non si ferma mai:
“conduciamo circa 40 trial clinici all’anno con nuovi farmaci,
siamo accreditati da Aifa, unico centro nel centro-sud Italia-
continua Berardi – Le nuove frontiere terapeutiche vedono nuovi
farmaci contro bersagli molecolari appena identificati e
l’impiego di anticorpi bispecifici, capaci di colpire
contemporaneamente due target unendo così due meccanismi
d’azione, l’immunoterapia e l’antiangiogenesi, in un unico
farmaco. A questo si aggiungono gli anticorpi farmaco-coniugati,
che combinano la nuova tecnologia dei ‘farmaci intelligenti’ con
la chemioterapia tradizionale, veicolandola direttamente
all’interno delle cellule tumorali. Oggi ogni paziente riceve
una terapia personalizzata”.
Nel 2025 sono stati oltre 13mila gli accessi in day hospital
a Torrette per patologie oncologiche, con oltre 19mila visite
ambulatoriali e quasi 550 ricoveri in degenza ordinaria. “Sono
numeri che fanno riflettere – continua Berardi – perché dietro
ognuno di essi ci sono altrettante famiglie e caregiver
coinvolti. Le patologie più frequenti restano il tumore al seno,
al colon e al polmone. Stiamo anche osservando un aumento di
alcune neoplasie finora considerate rare, come il tumore al
pancreas e quello delle vie biliari, il colangiocarcinoma”. Ai
pazienti non manca il supporto psico-oncologico e possono
accedere alla Pink Room del reparto, che offre percorsi
integrativi in un’ottica olistica, dalla meditazione alla
mindfulness.
Il nemico numero uno resta ancora il tumore al pancreas “da
sempre uno dei più difficili da trattare – conclude Berardi –
basti pensare a daraxonrasib, il farmaco che qualche settimana
fa, durante il congresso Asco, ha ricevuto una standing ovation
da parte della comunità scientifica internazionale per i
risultati ottenuti. Sono questi progressi a indicarci la
direzione: continuare a investire nella ricerca”.
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