Riferendosi poi al trend dell’aumento
delle sperimentazioni cliniche in Cina, Berardi ha ricordato
come anche all’ASCO si sia discusso dei rischi che ciò comporta,
considerando il fatto che le “diverse popolazioni presentano
anche un differente meccanismo di metabolismo dei farmaci, e
dunque le caratteristiche di riposta della popolazione caucasica
differiscono da quelle della popolazione asiatica”.
“Per questa ragione – ha concluso – sarebbe bene che tutte le
popolazioni siano presenti nei campioni di pazienti considerati
per le sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci”.
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