(di Silvia Serafini)
Preparazione alle infezioni ed ai
virus emergenti, eradicazione delle patologie evitabili,
gestione dell’anti-microbico resistenza e dei contagi
ospedalieri. Sono questi i principali ambiti d’intervento per
quanto riguarda il trattamento e la prevenzione delle infezioni.
A fare il punto è Enrico Girardi, direttore scientifico
dell’Istituto nazionale per le malattie infettive ‘Lazzaro
Spallanzani’, illustrando le principali novità che riguardano
l’istituto romano e la ricerca scientifica del settore.
L’occasione è il novantesimo anniversario della fondazione del
centro e il trentesimo del riconoscimento come istituto di
ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), durante cui è
stata inaugurata una foresteria per parenti e caregiver dei
malati ricoverati e sono state presentate le attività previste
nel 2026.
“Entro quest’anno renderemo pienamente operativi i nuovi
laboratori di alto biocontenimento, in cui sarà possibile
studiare e diagnosticare le infezioni emergenti (come ad esempio
in passato fu il Covid) in totale sicurezza – ha spiegato
Girardi -. L’apertura di questi nuovi laboratori ci permetterà
di diventare un punto di riferimento a livello nazionale e
crediamo anche internazionale, ad esempio a livello dell’area
mediterranea”. Ricordando la pandemia da Covid-19, Girardi ha
sottolineato che “è stato uno scenario che in realtà ci si
aspettava, anche se non era possibile prevenirne le
tempistiche”. “Le malattie infettive continuano ad emergere – ha
aggiunto -: prendiamo l’esempio dell’M-Pox (anche nota come
vaiolo delle scimmie, ndr), che è una malattia che sembrava
confinata a piccoli focolai in alcune zone dell’Africa ma che in
realtà ha avuto una diffusione enorme in questi anni”. Un altro
esempio, secondo l’esperto, è il virus del West Nile “che è
ormai presente in maniera stabile in alcune Regioni italiane”.
Alla luce di tutto ciò, sostiene Girardi, è fondamentale non
farsi trovare impreparati. “Come Spallanzani facciamo parte di
diversi consorzi di ricerca europei per la messa a punto di
farmaci che possano essere attivi verso un ampio raggio di
agenti virali in modo da essere impiegati immediatamente qualora
ce ne ce ne fosse la necessità”, ha spiegato il direttore
scientifico.
Un altro aspetto cruciale riguarda le infezioni eliminabili,
come ad esempio l’Hiv, la tubercolosi, le epatiti virali e le
malattie prevenibili con il vaccino. “In questo ambito sono
stati fatti grandi progressi – ha spiegato – ma c’è ancora da
‘finire il lavoro’ attraverso una serie di interventi di
prevenzione, di informazione, di offerta dei test”.
Un altro tema riguarda l’uso corretto degli antibiotici e
l’arginamento dei batteri resistenti. “La Regione Lazio ha
organizzato un enorme piano di formazione, con migliaia di
operatori sanitari che vengono formati all’uso appropriato di
antibiotici: l’istituto Spallanzani sta lavorando come braccio
operativo di questa campagna regionale – ha spiegato ancora
Girardi -. Inoltre, abbiamo recentemente aperto un nuovo reparto
di degenza dedicato specificamente alle infezioni contratte
durante interventi chirurgici”.
Un impegno a 360 gradi, dunque, quello dell’istituto
Spallanzani, come sottolineato anche dalla direttrice generale
Cristina Matranga, secondo cui “cambiano le sfide, dall’Aids al
Covid, ma la missione di prendersi cura e produrre conoscenza
resta immutata”. Una missione che nei decenni non ha riguardato
solo il progresso scientifico: secondo il presidente della
Regione Lazio, Francesco Rocca, infatti, “durante la sua storia
lo Spallanzani ha saputo aiutarci come Paese, anche per quel che
riguarda il cambiamento di mentalità e la lotta allo stigma nei
momenti più difficili che hanno riguardato alcune patologie,
come ad esempio l’Aids”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





