(di Paola Mariano)
Un anticorpo specifico può dimezzare
gli attacchi di emicrania nei bambini secondo uno studio clinico
internazionale che vede coinvolto per l’Italia l’Irccs San
Raffaele di Roma. La molecola, Fremanezumab, è anticorpo
monoclonale diretto contro il peptide correlato al gene della
calcitonina (CGRP) ed è stata approvata lo scorso agosto dalla
Food and Drug Administration statunitense per l’indicazione
pediatrica, prima terapia anti-CGRP autorizzata per la
prevenzione dell’emicrania sia negli adulti che nei bambini. È
attualmente in corso l’iter di valutazione per l’approvazione
anche in Europa.
Pubblicato sul New England Journal of Medicine, lo studio
internazionale SPACE ha coinvolto 237 pazienti tra i 6 e i 17
anni con emicrania episodica. “Dopo soli tre mesi di
trattamento, fremanezumab ha determinato una riduzione della
frequenza degli attacchi di almeno il 50% in oltre metà dei
soggetti, senza eventi avversi rilevanti” afferma il coautore
Piero Barbanti, direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su
Cefalee e Dolore dell’Irccs e ordinario di Neurologia
all’Università San Raffaele, “un risultato impensabile fino a
pochi anni fa”.
L’emicrania è un disturbo neurologico comune nell’infanzia e
nell’adolescenza, con una diffusione complessiva stimata
dell’11% in questa fascia d’età. Se a 10 anni, riguarda
approssimativamente il 5% dei bambini, ma la sua diffusione
aumenta nel corso dell’adolescenza fino a percentuali che
raggiungono il 28% nelle femmine e il 15% nei maschi in età
post-adolescenziale.
In Italia ne soffrono centinaia di migliaia di giovani spesso
sottodiagnosticati e con opzioni terapeutiche limitate.
L’emicrania ha un impatto fortissimo sulla qualità della vita
dei giovani, è una malattia invalidante che compromette scuola,
relazioni sociali e qualità di vita; basti pensare che secondo
uno studio apparso su Jama Pediatrics, in presenza di emicrania
la probabilità di soffrire di disturbi d’ansia e depressive è
raddoppiata per i bambini e gli adolescenti rispetto ai coetanei
che non soffrono di mal di testa.
È dunque evidente l’importanza di poter disporre di un
farmaco specifico per la prevenzione e per il controllo degli
attacchi in questa popolazione di pazienti.
“Il San Raffaele – sottolinea Barbanti – è stato il primo
centro reclutatore a livello mondiale confermando così il ruolo
di primo piano della ricerca clinica italiana nello scenario
internazionale”.
“Poter trattare l’emicrania nei bambini e negli adolescenti
con un farmaco così efficace e sicuro significa offrire
finalmente una cura pensata davvero per loro – conclude Barbanti
– con la possibilità di intervenire precocemente, intercettare
la malattia sul nascere e ridurre drasticamente il rischio che
diventi cronica nell’età adulta”.
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