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Ucraina, la Russia si è impantanata: stop all’avanzata di Putin

di Il Corriere Cultura - Redazione
16/01/2026
Ucraina, la Russia si è impantanata: stop all’avanzata di Putin

La Russia è impantanata in Ucraina. L’avanzata delle forze di Mosca, nella guerra in corso da quasi 4 anni, si è inceppata dopo l’accelerazione di fine 2025. Il quadro del conflitto è caratterizzato da un generale stallo, senza variazioni di rilievo lungo la linea del fronto al di là degli annunci quotidiani della Russia, che rivendica con regolarità la conquista di villaggi e città.

A delineare il nuovo quadro è l’Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente le operazioni. Gli analisti forniscono dati che evidenziano la frenata. I dati

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Tra il primo e il 17 dicembre 2025, i soldati di Mosca hanno ‘incrementato la propria presenza’ in 276,44 km quadrati: la formula apparentemente ambigua fotografa la strategia spesso ‘mordi e fuggi’ degli invasori, che avanzano con operazioni di infiltrazione e assalti senza necessariamente consolidare il controllo del territorio. Sui progressi rilevanti, ipotizzano gli esperti, potrebbe aver pesato anche la necessità di consegnare al presidente Vladimir Putin risultati positivi obbligati entro la fine dell’anno.

La fiammata, però, non è durata. Il dato relativo al periodo 17-31 dicembre scende a 89,05 km quadrati, con un calo che appare ancora più evidente per tra il 31 dicembre e il 13 gennaio: si scivola a 73,82 km quadrati. I giorni più favorevoli alla Russia, afferma l’Isw, sono stati l’1 e il 2 dicembre: poi è iniziata una progressiva discesa, condizionata anche dalla variazione delle condizioni meteo.

Il maltempo, con pioggia e neve, ha penalizzato l’operatività dei droni ucraini per diversi giorni. La situazione è mutata: il freddo è aumentato ma le precipitazioni sono diminuite. La difesa è divenuta più efficace, il terreno è diventato un ostacolo ulteriore per soldati che devono avanzare spesso a piedi e con equipaggiamenti. Il bluff scoperto

Mosca enfatizza presunti progressi negli oblast di Sumy o Kharkiv: si tratta di azioni sostanzialmente dimostrative, afferma l’Isw, che non modificano gli equilibri in campo e servono solo a suggerire l’immagine di una difesa ucraina prossima al tracollo. “Le forze russe non hanno ancora stabilito le condizioni per una grande offensiva terrestre a Sumy o Kharkiv”, osserva l’Isw, rilevando che “non c’è alcun indicatore che le forze russe si siano preparate a lanciare una nuova significativa offensiva in Ucraina da nord”.

La situazione sul campo non condiziona la strategia della Russia a livello di comunicazione. Il presidente Vladimir Putin anche nelle ultime ore ha ribadito che Mosca “continuerà a perseguire coerentemente gli obiettivi prefissati”, auspicando “che Kiev comprenda la necessità di una pace sostenibile”. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha evidenziato che gli obiettivi in Ucraina vanno oltre il territorio attualmente in discussione negli ultimi piani di pace: l’orizzonte di Mosca comprende gli oblast di Kharkiv, Dnipropetrovsk, Mykolaiv e Odessa.
Le parole del numero 1 della diplomazia mostrano, una volta ancora, che le richieste della Russia vanno oltre il perimetro del piano di pace che Stati Uniti e Ucraina discutono da settimane. Il messaggio è indirizzato in particolare agli Usa e Donald Trump, che potrebbe inviare a breve la coppia Steve Witkoff-Jared Kushner per un nuovo incontro con Putin. “Le dichiarazioni -afferma l’Isw- continuano a dimostrare che la Russia è sempre meno interessata a discutere gli accordi emersi dal processo di pace guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dalla presentazione del piano di pace in 28 punti del novembre 2025”.

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