Il presidente eletto della
Colombia, Abelardo de la Espriella, ha annunciato che dal 7
agosto eliminerà la figura del commissario per la pace,
sostituendola con un “commissario nazionale per la sicurezza”, e
ha attaccato duramente l’accordo firmato nel 2016 tra il governo
e le Farc, definendolo una “falsa pace”.
De la Espriella ha inoltre accusato l’ex comandante
guerrigliero Rodrigo Londoño, noto come Timochenko, di non aver
pagato per i crimini commessi durante il conflitto e ha
affermato di voler perseguire l’obiettivo di una condanna
all’ergastolo.
Londoño, rientrato in Colombia dopo un viaggio in Spagna
autorizzato dalla Giurisdizione speciale per la pace (Jep), ha
difeso l’accordo e denunciato un clima di “discorsi d’odio”
contro gli ex combattenti. Inoltre ha avvertito in un video
diffuso dai media locali che le dichiarazioni del presidente
eletto possono aumentare le tensioni e i rischi di violenza,
ricordando che, secondo i firmatari dell’intesa, quasi 500 ex
combattenti sono stati assassinati negli ultimi anni.
Il leader dell’ex guerriglia ha ribadito il proprio impegno
per quanto sottoscritto dieci anni fa, mentre i sostenitori
della pace hanno accusato De la Espriella di voler smantellare
le istituzioni create per garantire verità, giustizia e
riparazione alle vittime. Il presidente eletto sostiene invece
che la Jep e l’attuale sistema abbiano prodotto impunità e non
abbiano garantito sufficiente sicurezza ai colombiani.
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