Si apre in Bolivia una settimana ad
alta tensione sociale, con proteste di contadini, minatori e
trasportatori contro il governo del presidente Rodrigo Paz. Al
centro delle mobilitazioni la legge sulla riconversione delle
terre, che consente il passaggio da piccola a media proprietà: i
manifestanti temono effetti su comunità rurali e territori
indigeni.
Una marcia partita da Pando, nel nord amazzonico, è attesa
nella capitale entro il Primo maggio dopo oltre 150 chilometri
di percorso, mentre nuove adesioni annunciate dai minatori
aumentano la pressione politica. Parallelamente, rende noto
Infobae, cresce il malcontento per la carenza e la qualità dei
carburanti, con blocchi e proteste del trasporto pesante e
dell’agroindustria a El Alto, Sucre e altre città boliviane. Il
governo difende la riforma come volontaria e orientata allo
sviluppo, ma il combinarsi delle vertenze sociali e delle
criticità energetiche rappresenta una sfida cruciale per la
stabilità dell’esecutivo.
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