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Home Economia Italia

Euro digitale verso il voto in Ue, come funzionerà e perché piace alla Bce

di Il Corriere Cultura - Redazione
02/07/2026
Euro digitale verso il voto in Ue, come funzionerà e perché piace alla Bce

L’euro digitale si avvicina: dopo il via libera della commissione Affari economici del Parlamento europeo, il dossier è ora atteso in Aula nel mese di luglio, dove gli eurodeputati saranno chiamati a esprimersi sul regolamento che definisce il quadro giuridico della nuova moneta digitale emessa dalla Banca centrale europea.
Ma attenzione: il voto di luglio non significherà l’introduzione immediata dell’euro digitale: rappresenterà solo il passaggio parlamentare più rilevante prima della fase finale del confronto con il Consiglio dell’Unione europea. E solo dopo l’accordo definitivo potranno essere completate le norme tecniche, i test operativi e il successivo periodo di introduzione graduale.

Cosa cambia dopo il primo via libera
Queste le caratteristiche dell’euro digitale: sarà emesso dalla Bce, avrà lo stesso valore dell’euro in contanti, potrà essere utilizzato sia online sia offline, sarà gratuito per i cittadini e dovrà affiancare il contante e non sostituirlo.
Restano invece da definire diversi aspetti operativi, tra cui il limite massimo di euro digitali detenibili da ogni persona, le modalità tecniche di utilizzo e le regole definitive per banche e operatori dei pagamenti.
Il voto di luglio sarà il vero banco di prova
Se arriverà anche il via libera dell’Assemblea inizierà la fase finale del negoziato con il Consiglio dell’Unione europea per arrivare al testo definitivo del regolamento. Successivamente la Bce dovrà completare l’infrastruttura tecnica, predisporre i test sul campo, definire le regole di funzionamento e avviare un periodo di introduzione graduale della durata prevista di almeno 24 mesi.
Per questo motivo, anche nello scenario più favorevole, l’euro digitale non entrerà in circolazione prima della fine del decennio.
Come funzionerà l’euro digitale
I cittadini potranno conservare l’euro digitale all’interno di un portafoglio digitale oppure su un supporto dedicato e utilizzarlo per:

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acquisti nei negozi;
pagamenti online;
trasferimenti tra privati;
operazioni anche senza connessione internet.

Uno degli obiettivi dichiarati è ridurre la dipendenza dell’Europa dai grandi circuiti internazionali dei pagamenti come Visa, Mastercard e PayPal, offrendo un’infrastruttura interamente europea.
Le commissioni e i limiti
Il regolamento punta a garantire l’assenza di costi per i cittadini. Per gli esercenti sono previste commissioni regolate dalla legge, con l’obiettivo di ridurre i costi oggi sostenuti attraverso i circuiti privati.
Per evitare effetti sul sistema bancario, il regolamento prevede anche un limite massimo agli euro digitali detenibili da ciascun cittadino. L’importo definitivo sarà stabilito nelle fasi successive sulla base delle indicazioni della Bce.
Inoltre l’euro digitale non produrrà interessi, così da non incentivare lo spostamento dei depositi dai conti correnti verso il nuovo strumento.
Il contante resterà
Uno dei temi più discussi riguarda il futuro del contante: sul punto la posizione della Bce e del Parlamento europeo resta invariata: l’euro digitale dovrà affiancare il denaro fisico e non sostituirlo. Durante il dibattito è stata più volte ribadita la frase “un euro resterà un euro”, indipendentemente dal fatto che sia cartaceo oppure digitale.
Anche per questo motivo il progetto prevede la possibilità di effettuare pagamenti offline, cercando di garantire un livello di riservatezza più elevato rispetto agli attuali sistemi elettronici.
Favorevoli e contrari
Chi è favorevole sostiene che l’euro digitale possa rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti, ridurre i costi delle commissioni e offrire uno strumento pubblico accessibile anche a chi oggi utilizza poco i servizi bancari. Chi è contro teme la stretta sull’uso del contante e controlli sulle transazioni. Anche il settore bancario mantiene forti perplessità, temendo una riduzione dei ricavi.

Succ.
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