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Home Cultura

Sottile, ‘Ore 14 un marchio importante della Rai, gli darò la mia impronta’

di Il Corriere Cultura - Redazione
13/07/2026
Sottile, ‘Ore 14 un marchio importante della Rai, gli darò la mia impronta’

(di Francesca Pierleoni)
La cronaca “è anche un modo per
guardare la realtà dei fatti. La devi saper fare con rispetto
per le persone che vivono quelle storie, soprattutto di delitti.
   
Ore 14 è un marchio importante della Rai, sia nella fascia di
daytime che nella fascia serale. Io prendo questo testimone con
grande umiltà, ma cercando ovviamente di portare il mio stile,
la mia impronta”. Lo ha detto all’ANSA Salvo Sottile ospite ieri
de Il libro possibile, festival sostenuto da Pirelli, giunto
alla 25/a edizione, che ha appena concluso a Polignano la sua
prima parte (la seconda si svolgerà a Vieste dal 21 al 25
luglio).
   
Proprio la conduzione del programma è finita oggi al centro di
un botta e risposta, passato per i social, tra il precedente
‘timoniere’, Milo infante e Sottile. Infante, in un’intervista
di oggi su Il Messaggero ha parlato del suo passaggio a
Mediaset, del rapporto contrastato con la Rai, affermando anche
che per Ore 14, si sarebbe aspettato, dopo il passaggio di
testimone, un cambio di nome per il programma “un po’ come il
ritiro della maglia nel calcio…”. Dichiarazioni alle quali il
giornalista siciliano ha risposto sui social, definendo
l’intervista di Infante “una lunga requisitoria contro la Rai e
i suoi dirigenti”. Poi a proposito delle frasi su Ore 14,
Sottile sottolinea che “le maglie si ritirano quando te le
chiami Maradona, Totti o Baresi. Non quando cambi azienda”. La
Rai “ha deciso di conservare Ore 14 perché è un brand
importante. Se fosse dipeso da me, magari gli avrei anche dato
un nome diverso. Ma non era una decisione mia”. Inoltre Sottile
ricorda che Infante “quando ha dovuto battezzare il suo nuovo
programma… lo ha chiamato Ore 11. In pratica, Ore 14… con il
fuso orario di Mediaset”. Per quanto riguarda il suo stile di
conduzione nel programma di Rai 2, Sottile ha detto, al festival
pugliese, che “cercherò ovviamente di apportare delle migliorie
dove possibile, cercando di unire il rigore giornalistico,
l’autorevolezza che contraddistingue il servizio pubblico a un
modo di raccontare la cronaca che sia diverso, e nello stesso
tempo aiuti il pubblico ad avere gli strumenti giusti per poter
capire che cosa succede nel nostro tempo”. Oggi i social
“alimentano un sentimento diffuso da parte del pubblico di
capire nei casi di cronaca, diventano un amplificatore di tipo
sociale”. Tuttavia “il rischio è che diventi un cluedo generale,
cioè una ricerca dei colpevoli a tutti i costi”. Invece i social
“devono essere usati come uno strumento per potersi informare,
potersi fare un’opinione libera, potere pensare con la propria
testa, in questo penso che siano molto utili e non esiste ormai
programma televisivo che non li utilizzi. E’ ormai un binario
doppio che va di pari passo rispetto al passato”. Per Sottile
Ore 14 “è una bella sfida perché prendo un prodotto che è già
consolidato. Ovviamente il mio obiettivo è quello di farlo
crescere sia nella parte diurna, nel daytime, che nella parte
serale. Sarà un percorso lento, perché arriviamo dall’estate,
con la rete tradizionalmente spenta, però cercheremo piano piano
di salire tutti i gradini che ci porteranno ad avere, spero,
l’interesse e il favore del pubblico”. Cosa ti ha dato
l’avventura di FarWest su Rai 3? “È stato un figlio per me –
sottolinea Sottile – perché è un programma che ho inventato tre
anni fa, che mi ha dato grandi soddisfazioni. Era un modo per
guardare i ‘Far West’ d’Italia, cioè i posti dove non ci sono
regole, dove spesso non si accendono le luci. Con il programma
ho cercato di dare al telespettatore la sensazione di essere in
una sorta di porto franco, in cui si potevano analizzare delle
storie, vedere posti che solitamente non si vedevano e nel
frattempo cercare di dare le risposte giuste al momento giusto”.
   

   

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