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Home Cultura

Nessuno stop a Mari, sarà in gara allo Strega

di Il Corriere Cultura - Redazione
22/06/2026
Nessuno stop a Mari, sarà in gara allo Strega

Nessuna esclusione e neppure alcun ritiro: Michele Mari continuerà a correre per il Premio Strega. Lo ha deciso, regolamento alla mano, la Fondazione Bellonci che assegna il premio. Dopo giorni di silenzio e di imbarazzo, di fronte alla ridda di ipotesi emerse dopo la deflagrazione del caso nato sulle ormai note indiscrezioni sulle offese che Mari, primo tra i finalisti, avrebbe pronunciato nei confronti di Michela Murgia, la Fondazione ha dato il suo verdetto. L’ipotesi, circolata sui media, di escludere Mari dalla ottantesima edizione del Premio Strega, “non è consentita dal regolamento”. Né lo stesso regolamento prevede che sia l’autore, “una volta acconsentito a iscrivere la propria opera”, a potersi ritirare dalla gara”. “Abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni. Ma ciò non ha alcun rapporto né con un giudizio di merito sui libri in gara né con la prosecuzione della stessa” spiega la Fondazione che ora invoca la fine delle polemiche. “Gli scrittori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri e vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura”, l’augurio. In base alle regole del Premio Strega, che la Fondazione gestisce con l’azienda Strega Alberti, la titolarità del premio “appartiene – si spiega – ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano insieme alle altre componenti della giuria l’opera vincitrice”. Per questo, secondo le norme, non sono previste esclusioni. Ma soprattutto, “cosa ancora più importante, perché il Premio è una competizione tra opere”. La presa di posizione della Fondazione cancella quindi tutte le ipotesi che erano state fatte sull’esito dello scontro. Non solo quelle di un ritiro o di un’esclusione, ma anche quella della cosiddetta terza via e cioè che Mari decidesse di ammettere le sue parole, scudandosene pubblicamente, rimanendo grazie alle scuse ammesso in gara. In effetti la sola presa di posizione dello scrittore sulla vicende si è avuta lo scorso venerdì quando la vicenda è deflagrata dopo un articolo de la Repubblica. In quell’occasione Mari parlava però di “voci incontrollate” negando l’offesa e precisando “di non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, né mai – sottolineava – mi sarei permesso. Con Teresa Ciabatti ci siamo poi chiariti, tanto che lei stessa mi ha detto di non voler dare seguito all’episodio. Mi sono comunque scusato con lei, se qualcosa nelle mie parole poteva averla ferita; cosi’ come non volevo certo offendere Michela Murgia, ma soltanto rievocare (peraltro in un contesto privato) un lontano episodio di reciproca incomprensione”. La Fondazione Bellonci aveva in quell’occasione detto di ritenere “ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega”. Giudizio espresso a modo suo anche dalla scrittrice Lidia Ravera che si è detta molto rattristata per i giudizi di Mari: “Premesso che è sempre sgradevole e violento essere resi pubblici quando ci si pensa ‘in privato’. La frase pronunciata da Michele Mari, secondo quanto riportano i giornali, è grave. Lo sarebbe come chiacchiera da bar, lo è di più come chiacchiera da pulmino carico di scrittrici e scrittori”. I quali, aggiunge, dovrebbero sempre “pesare le parole, sceglierle con cura, scoprirne di nuove”. Cosa, dice, che Murgia faceva: “per questo continua a lavorare sulle nostre opinioni e percezioni anche a tre anni dalla morte”.   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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