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Natasha Stefanenko, io divisa tra due cuori russo e italiano

di Il Corriere Cultura - Redazione
26/06/2026
Natasha Stefanenko, io divisa tra due cuori russo e italiano

“Ho due cuori, uno italiano e uno russo, e mi fa molto male vedere questo distacco, a volte forzato dall’Unione Europea”. Sempre bellissima Natasha Stefanenko nata nel 1969 negli Urali, allora Unione Sovietica, e con una vita poi tutta italiana alle spalle tra cinema e tv, ospite al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca, si racconta non dimenticando però la sua anima russa sofferente per quello che sta accadendo.
“Sono tornata da poco dalla Russia e ho osservato che le sanzioni hanno spinto il mio Paese ad organizzarsi. Prima nei supermercati compravamo l’acqua o i formaggi italiani ed europei per inerzia o sicurezza; oggi non ci sono più, ma hanno sviluppato una produzione interna di altissimo livello, anche grazie a esperti italiani che lavoravano lì da anni. Mia madre stessa mi ha detto di non portare formaggi dall’Italia perché i loro adesso sono buonissimi”.
Che clima c’è oggi in Russia? “Il popolo è molto dispiaciuto, sente il peso di fare una guerra con i ‘fratelli’ ucraini. – dice l’attrice – . Nell’ex Unione Sovietica eravamo quindici paesi, dopo l’università lo Stato ti mandava a lavorare ovunque.
Mia sorella, ad esempio, fu mandata in Ucraina e ci è rimasta dieci anni. Siamo insomma tutti misti. Io ho un papà bielorusso, una mamma russa e un cognome ucraino. Ogni famiglia ha un legame stretto con l’Ucraina o la Bielorussia. È una situazione brutta con cui purtroppo oggi conviviamo. C’è molta stanchezza, ci sono ragazzi giovani che vanno a morire. A volte bisognerebbe mettere da parte l’orgoglio mondiale, proprio come si fa tra marito e moglie per poter convivere”.
Si è sentita vittima di ‘russofobia’? “No, non ho mai sbattuto il muso contro un rifiuto diretto per questo motivo. Magari si muove qualcosa sotto banco, non so, ma la verità è che mi vedono molto come italiana. Sono qui dal 1993 e il popolo italiano mi ha sempre accolta con un amore immenso. Non mi è mai successo nulla di sgradevole per strada o sui social, se non tre o quattro commenti di donne ucraine su Instagram. Il paradosso che vedo da semplice cittadina è che la Russia dal punto di vista economico cresce, mentre l’Italia soffre, ad esempio per i costi pazzeschi del gas”.
Al Filming Stefanenko ha portato un film che si chiama ‘Se stesso’, una produzione di Angelo Antonucci diretto dalla regista russa Ekaterina Hudinkich. “Interpreto una sorta di guida turistica delle Marche e il protagonista invece è un regista marchigiano che torna nella sua terra d’origine dopo aver scoperto che gli mancano pochissimi mesi da vivere. Nonostante il tema, non è un film drammatico”.
E nel futuro? “A breve inizierò a girare un documentario dove racconterò un clamoroso fatto storico avvenuto a Urbino nel 1975. Allora ci fu un furto pazzesco al Palazzo Ducale. Sparirono un capolavoro di Raffaello e due di Piero della Francesca. All’inizio si pensò a un grande complotto internazionale, invece fu un ladruncolo comune. Era andato al museo con la fidanzata e, vedendo che lei faceva gli occhi dolci davanti al quadro di Raffaello, decise di farle un ‘regalino’ approfittando dei turni scoperti delle guardie. Poi, visto che gli avanzava mezz’ora di tempo, prese anche gli altri due dipinti. Giremo tutto in cinque giorni e dovrebbe andare in onda in Rai” .
Si metterebbe alla prova con Ballando con le stelle? “Mi chiamano da tantissimi anni, ma ho sempre detto no. Ragazzi, io sono di legno, non sono una ballerina! Sono una russa anomala: adoro il balletto classico e Čajkovskij, ma da spettatrice”.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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