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Home Cultura

Museo archeologico delle Marche, i depositi diventano visitabili

di Il Corriere Cultura - Redazione
25/11/2025
Museo archeologico delle Marche, i depositi diventano visitabili

Si intitola “Il patrimonio
invisibile-Depositi Aperti” l’operazione messa in atto dalla
Direzione regionale Musei nazionali Marche per rendere
visitabili le riserve del Museo Archeologico Nazionale (MAN)
delle Marche ad Ancona, ovvero gli ambienti dove è conservata la
parte musealizzata, ma non in esposizione, del patrimonio
archeologico dal territorio marchigiano.
   
Grazie a un investimento di 800mila euro nell’ambito del
Pnrr, il primo deposito museale delle Marche che aprirà alle
visite del pubblico sarà quello del MAN Marche. L’inaugurazione
sarà il 16 dicembre alle 12. I depositi rappresentano circa il
90% delle collezioni del museo: più di 180mila reperti raccolti
in oltre 160 anni di storia museale. Saranno anche visibili
numerosi mosaici da tutta la regione e una selezione del ricco
la lapidario epigrafico, oltre alla moltitudine di anfore,
testimoni delle rotte commerciali antiche. La nuova area
visitabile si colloca al di sotto della terrazza vanvitelliana,
in spazi mai visti fino a oggi dal pubblico. È stato anche
possibile allestire, oltre a una sala studio, un nuovo
laboratorio di restauro.
   
La lunga storia del MAN include la distruzione del museo
nella sua sede presso l’ex-convento di San Francesco alle Scale
a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi,
nella sala dedicata al deposito macerie, si conservano alcune
delle teche originali di allora. Operazioni di restauro sono
poste in atto anche nell’ex-via dell’Arsenale.
   
Si tratta un lacerto del tessuto urbano dell’Ancona
pre-bellica, una delle stradine che collegavano il colle Guasco
al porto antico attraversando la proprietà dei conti Ferretti,
che è stato anche set per Ossessione, il film che Luchino
Visconti girò ad Ancona nel 1943. Oggi questo vicolo, che è
incluso nella struttura del MAN Marche, torna a essere
visitabile.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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