(di Francesco Gallo)
Attenzione a sottovalutare
‘L’infiltrata’ di Arantxa Echevarría in sala con Movies
Inspired. È infatti un thriller politico pieno di ritmo e colpi
di scena che racconta senza compiacimento la storia vera di
Aranzazu Berradre Marín, pseudonimo utilizzato da un’agente
della Polizia Nazionale spagnola che si infiltrò
nell’organizzazione terroristica ETA per otto anni.
Una vera eroina questa ragazza interpretata da Carolina Yuste
che a soli vent’anni, tra gli anni Ottanta-Novanta, ebbe il
coraggio di tagliare tutti i legami con la sua famiglia e
infiltrarsi con grande coraggio nelle brigate clandestine della
sinistra nazionalista basca radicale.
Obiettivo? Quello di smantellare il “Comando Donosti” (cellula
operativa attiva soprattutto a San Sebastián e nella sua area)
in un momento cruciale, quando la banda dichiarò pubblicamente
una falsa tregua.
Dopo aver trascorso diversi anni in clandestinità la ragazza
ottiene ciò che voleva: l’ETA la contatta. Hanno bisogno che lei
ospiti nel suo appartamento due membri dell’organizzazione che
hanno l’obiettivo di preparare diversi attentati. Da questo
momento inizia la missione più difficile della sua vita: con il
nome di Arantxa, dovrà informare i suoi superiori della polizia
nazionale, mentre convive con due terroristi che, se in
qualsiasi momento dovessero sospettare di lei, non esiterebbero
a ucciderla.
“L’infiltrata è stato un viaggio personale ed emotivo nei Paesi
Baschi della mia infanzia, nel dolore, nei ricordi, nel
tentativo di comprendere l’insensatezza – dice la regista – .
Ciò che ha attirato la mia attenzione sul progetto, quando me lo
hanno presentato Marilu, Mercedes e Pablo, è stata proprio
Arantxa, la poliziotta infiltrata. Abbiamo fatto un viaggio
psicologico, che consisteva nel calarci nei panni di una ragazza
di ventidue anni, nel momento in cui si vivono i primi amori, le
prime feste, i primi viaggi… In quel momento cruciale della
sua vita – continua -, lei decide di mettere tutto in pausa e
passare otto anni fingendo di essere un’altra persona. Otto anni
vissuti nella menzogna per ottenere qualcosa di intangibile come
il bene comune. Era una donna negli anni ’90 in un ambiente di
grande maschilismo. E per questo è passata inosservata. Lei, i
suoi meriti, il suo sacrificio”.
E ancora Arantxa Echevarría: “Il trucco che abbiamo usato
per sviluppare questo thriller è sempre quello di partire dal
punto di vista della protagonista. Tutto passa attraverso lei
proprio come accade sia ne ‘La conversazione’, uno dei miei film
preferiti, che ne ‘La vita degli altri’, thriller straordinari
con un personaggio al centro che ti racconta la storia. In
questo caso c’era anche il fatto che era una storia vera, una
cosa non da poco”.
Dopo il passaggio al Bif&st e al Noir Film Festival, il film è
stato candidato a ben tredici premi Goya e ne ha vinti due:
miglior film e attrice protagonista andato a Carolina Yuste.
Nel cast del film Luis Lopez Tosar nei panni di ‘El
Inhumano’, il capo del reparto di polizia che gestisce tutta
l’operazione, Iñigo Gastesi e Diego Anido ospitati da Arantxa.
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