Panorama Italia
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Tecniche della Medicina
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cultura

Lidia Ravera, da Mari parole gravi, neanche fossero chiacchiere da bar

di Il Corriere Cultura - Redazione
22/06/2026
Lidia Ravera, da Mari parole gravi, neanche fossero chiacchiere da bar

(di Francesca Chiri)
“Profonda tristezza” per la vicenda e
un certo sgomento per le parole che avrebbe usato lo scrittore
Michele Mari per descrivere la scrittrice Michela Murgia. Parole
“gravi”, anche se fossero relegate ad una “chiacchera da bar”.
   
Lidia Ravera, a sua volta scrittrice e in varie forme
protagonista del premio Strega come autrice, con romanzi
finalisti e vincitori, e nel suo ruolo di propositrice
(quest’anno ha promosso Isabella Delle Monache) non nasconde la
delusione per il caso Strega che sta provocando imbarazzo nel
mondo letterario italiano.
   
“Mi ha causato, tutta questa vicenda, una profonda tristezza”
dice all’ANSA. “Su quel pulmino c’erano sei scrittori e
scrittrici in carriera. I privilegiati del premio Strega, quelli
che riceveranno, che stanno già ricevendo, una attenzione che
nel nostro paese difficilmente si accende sulla letteratura.
   
Terrò per me il giudizio sulle singole opere (sono giurata, una
su un migliaio) e proverò a impormi una equanimità difficile da
mantenere dato il sentimento di cui sopra: la profonda
tristezza. Premesso che è sempre sgradevole e violento essere
resi pubblici quando ci si pensa ‘in privato’. La frase
pronunciata da Michele Mari, secondo quanto riportano i
giornali, è grave. Lo sarebbe come chiacchiera da bar, lo è di
più come chiacchiera da pulmino carico di scrittrici e
scrittori. Niente di meglio da condividere?” Eppure, continua la
celebre autrice, “noi scrittrici e scrittori, siamo dei
privilegiati e ci corre l’obbligo, per restituire qualcosa di
questo gigantesco dono, di sviluppare e condividere una
superiore intelligenza del reale. Non siamo mai in vacanza, non
possiamo essere sciocchini mai. Dobbiamo pesare le parole,
sceglierle con cura, scoprirne di nuove. Selezionarle. Proporle
alle lettrici, ai lettori”. Questo, “Michela Murgia lo faceva.
   
Era, come le artiste e gli artisti sono per definizione, in
servizio mentale permanente. Per questo continua a lavorare
sulle nostre opinioni e percezioni anche a tre anni dalla morte.
   
Era una donna forte e generosa. Il suo corpo – afferma ancora
Ravera -, esibiva con orgoglio la sua libertà dagli stereotipi
che avvelenano la vita delle femmine’. La scrittrice ricorda
quando in passato difese Murgia da Vittorio Feltri, “all’epoca
direttore, mi pare, di Libero: ‘e sapete perché la Murgia è così
cattiva? Perché è brutta come una strega’. Anche lui la trovava
‘brutta’ e provava a vendicarsi della sua intelligenza,
accusandola di non rassomigliare a Barbie. Ma era un uomo di
destra. E non era uno scrittore”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Altri contenuti sull'argomento

L’acqua bassa del Tevere ha fatto riemergere l’ antico ponte Neroniano

È morta l’attrice Fiorenza Marchegiani, fu Marta in Ricomincio da tre di Troisi

Succ.
In 30mila a San Benedetto del Tronto per l’unica data italiana di Ricky Martin

In 30mila a San Benedetto del Tronto per l'unica data italiana di Ricky Martin

Colombia, de la Espriella si proclama vincitore

Colombia, de la Espriella si proclama vincitore

Colombia, de la Espriella vince di un soffio e la sinistra vuole il riconteggio

Colombia, de la Espriella vince di un soffio e la sinistra vuole il riconteggio

CATEGORIE

  • Cronaca
  • Cultura
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Esteri
  • Primo Piano
  • Salute
  • Tecnologia

TI CONSIGLIAMO

Pronto soccorso in affanno, più accessi e mancano 7mila medici
Salute

Pronto soccorso in affanno, più accessi e mancano 7mila medici

10/08/2026
Scott Eastwood, un figlio d’arte moltiplicato per cento
Cultura

Scott Eastwood, un figlio d’arte moltiplicato per cento

22/06/2026

© 2023 Il Corriere Cultura

  • Privacy Policy
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute

© 2023 Il Corriere Cultura