Un richiamo a Sigfrido Ranucci per le affermazioni sulla possibile presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay. La Rai ha deciso di stigmatizzare il comportamento del conduttore di Report, contestandogli di aver diffuso una notizia non verificata, contro i principi di correttezza dell’informazione a cui è tenuto il servizio pubblico, mentre a via Arenula si valutano iniziative legali. Una ricostruzione negata dal diretto interessato. “Non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti – afferma -. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo, altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità”. In sua difesa interviene anche la presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia. “Chiederò all’azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza ‘politica’ – afferma -. Registro un eccesso di zelo e un’attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico”. . L’intervento finito nel mirino della Rai è avvenuto, nell’ambito di un dibattito sulle polemiche per la grazia concessa a Minetti, nell’ultima puntata di ‘È sempre Cartabianca’ su Retequattro. Ranucci ha reso noto che una fonte ha detto alla trasmissione di aver visto il ministro nel ranch di Cipriani ai primi di marzo, spiegando che si trattava di una pista che si stava verificando. Dell’episodio, se ci saranno sviluppi, potrebbe occuparsi anche la prossima puntata di Report, che comunque conterrà un’inchiesta sui rapporti tra il compagno di Minetti e Jeffrey Epstein. La notizia diffusa da Ranucci è stata subito smentita dal ministro, che ha chiamato in trasmissione. “Ma figurarsi se sono andato nel ranch di Cipriani in Uruguay – ha detto -. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina ed in Uruguay uno o due anni fa. Penso anche alle vie legali perché c’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico”. Da via Arenula trapela ora che il viaggio, con uno staff di 10 persone interne ed esterne al ministero, è avvenuto dal 28 aprile al 2 maggio dell’anno scorso e le tappe sono tutte tracciate, senza alcun buco temporale. In ogni modo, resta il convincimento che, se Ranucci non dimostrerà con prove concrete quello che ha detto, partiranno le querele. Ranucci, per il momento, ha ricevuto una mail da parte del direttore Approfondimento, Paolo Corsini, nella quale si sottolinea come “dare pubblicamente spazio a voci non ancora verificate possa finire per compromettere non solo la credibilità dei nostri programmi d’inchiesta, ma anche quella dell’intero servizio pubblico” e si invita il giornalista ad adeguarsi “alle linee guida e alle disposizioni aziendali”. La Rai, inoltre, qualora il ministro desse seguito all’annuncio di voler querelare il giornalista, appare intenzionata, anche se nella lettera non si fa menzione di questo aspetto, a non fornire alcuna tutela legale, a differenza di quanto normalmente avviene per i servizi che vanno in onda su Report. Ad indispettire l’azienda anche la circostanza che il giornalista sia intervenuto su argomenti di attualità in un programma concorrente della Rai, nonostante fosse autorizzato esclusivamente a parlare del proprio libro. La notizia ha provocato forti reazioni da parte dell’opposizione, anche perché – come precisato esponenti M5s in Vigilanza – solo grazie all’intervento di Ranucci si è saputo che Nordio era stato in Uruguay e che conosceva Arrigo Cipriani, padre di Giuseppe, oltre ad ad aver avuto un incontro, sia pure marginale, con il figlio. Hanno preso posizione anche i consiglieri Rai Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale. “Il giornalismo d’inchiesta – hanno rimarcato – va ringraziato, non richiamato”.
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