“Una parola sola per qualificarlo:
inesorabile. Ogni inquadratura, ogni movimento di macchina, ogni
taglio, ogni spostamento degli attori, ogni gesto ha qualcosa di
decisivo, di inimitabile”. Le parole scelte da Truffaut suonano
ancora perfette per descrivere il cinema di Fritz Lang e il suo
contributo pionieristico all’idea stessa di regia
cinematografica. Autore cruciale nella stagione
dell’espressionismo tedesco, poi artefice di alcuni dei migliori
noir girati a Hollywood, viene celebrato da Fritz Lang 50, una
retrospettiva al Palazzo Esposizioni di Roma che nel
cinquantenario della mortedal 26 febbraio al 29 marzo,
ripercorre i momenti salienti della sua filmografia, rivelandone
appieno il genio multiforme e un talento che ha pochi eguali
nella storia del cinema.
Grazie alle copie provenienti dagli archivi tedeschi, da Londra
e da Parigi, il pubblico potrà riscoprire il suo cinema sul
grande schermo. Sono in programma (tutti presentati in versione
originale sottotitolata in italiano) , fra gli altri, titoli
come Metropolis, Il dottor Mabuse, M – Il mostro di Dusseldorf,
Il grande caldo, La donna del ritratto, Furia, Maschere e
pugnali, Rancho Notorious, saghe come quella de I Nibelunghi o
rarità degli anni dieci come Harakiri, sempre a ingresso libero
con prenotazione consigliata. “Rivedere oggi questi film vuol
dire comprendere – si spiega in una nota -come sono stati
codificati interi generi cinematografici e quanto ogni thriller,
ogni film di fantascienza o di spionaggio, ogni fantasy sia
tuttora debitore verso Fritz Lang. Ma vuol dire anche scoprire
un cineasta che non ha paura di confrontarsi con temi alti come
quelli della colpa, del destino e della violenza, a cui
corrisponde, sul piano visivo, la sua ossessione per le
costruzioni geometriche e le architetture complesse”. Si parte
giovedì 26 febbraio alle 20.00 proprio con il restauro più
completo esistente di Metropolis, capolavoro visionario girato
nel 1926 e ambientato esattamente 100 anni più tardi, ai nostri
giorni: al centro del film troviamo un mondo lacerato da
disuguaglianze economiche sempre più stridenti, in cui la
tecnologia è innanzitutto un’arma di manipolazione e
sfruttamento delle masse.
La rassegna è a cura di Palazzo Esposizioni Roma e La
Farfalla sul Mirino, promossa da Assessorato alla Cultura di
Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con
Goethe-Institut Rom e Forum Austriaco di Cultura Roma.
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