Panorama Italia
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Tecniche della Medicina
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cultura

Golino, ‘nella fragilità di Gioia ho messo la mia anima’

di Il Corriere Cultura - Redazione
06/02/2026
Golino, ‘nella fragilità di Gioia ho messo la mia anima’

Dieci anni fa, nel 2016, Gloria Rosboch, insegnante 49enne di francese, veniva uccisa nel Canavese, vicino Torino, da un giovane ex allievo, Gabriele Defilippi, abituato a sedurre e manipolare uomini e donne. Il ragazzo l’aveva raggirata e portata a dargli i risparmi suoi e dei genitori, con la promessa di una nuova vita insieme. È il terribile fatto di cronaca che ha ispirato prima un’opera teatrale, Se non sporca il mio pavimento, di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, e ora l’adattamento per il grande schermo, La Gioia di Nicolangelo Gelormini, con Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi. Dopo il debutto come unico film italiano in gara alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, e la presentazione in vari festival internazionali come quello di Mar de la Plata dove ha vinto due premi (per la regia a Gelormini e per il migliore attore a Nanni), La Gioia arriva dal 12 febbraio in sala con Vision Distribution.
L’idea del progetto (producono Ht Film, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky) è nata da Valeria Golino, rimasta profondamente colpita dal caso di cronaca: “Era talmente importante per me raccontare questa vicenda da aver valutato all’inizio di farne anche la regia, ma in quel caso non l’avrei interpretata – spiega l’attrice -. Questo prima che arrivasse Nicolangelo (con cui ha già girato Fortuna). Con lui sono entrata nella storia, da interprete, in maniera completamente diversa”. Il rapporto con quei sentimenti, quella fragilità “sono tutti argomenti che ti aprono delle porte, degli approfondimenti rispetto al nostro esistere” osserva. Nella storia Gioia è un’insegnante di francese 50enne, timida e riservata, che si prende cura degli anziani genitori nella casa di famiglia. La donna mette in discussione tutto quando incontra Alessio (Nanni), inquieto studente di liceo, abituato ad usare il suo corpo (anche in abiti femminili), per irretire chiunque gli capiti e fare soldi. Uno stile di vita borderline sostenuto con l’aiuto interessato di Cosimo (Colella), amante e amico di famiglia, e la tacita complicità della madre cassiera, Carla (Trinca), perennemente in bolletta. Alessio si rende conto della fragilità di Gioia e le costruisce intorno un bozzolo di attenzioni che portano la donna ad innamorarsi. Una vulnerabilità che nella versione del film (la sceneggiatura ha vinto ex aequo il Premio Franco Solinas 2021), inizialmente scuote anche Alessio. I soldi in ballo, però, e la voglia di rivalsa spingono il ragazzo su un percorso sempre più cupo.
Rispetto alla cronaca “esisteva già un distanziamento emotivo perché alla base del film c’è l’opera teatrale, adattata in sceneggiatura sempre da Scarpinato (con Benedetta Mori e in collaborazione con Chiara Tripaldi, ndr). Ho accettato di esserne regista perché non era una mera ricostruzione dei fatti – spiega Gelormini -. Non si voleva soddisfare una curiosità morbosa su un evento di ‘nera’. C’è un argomento più universale, quella diseducazione sentimentale di cui i personaggi sono vittime. Un tema che tocca molto l’oggi”.
Secondo Golino, che offre una prova di straordinaria intensità, “la costruzione del personaggio, anche nel modo in cui appare, è stata, come sempre succede in questi casi, laboriosa, lunga e attenta. Grazie anche a tutti i grandi professionisti con cui ho lavorato, abbiamo creato questa persona, Gioia, anche nella sua ‘invisibilità’, un percorso che mi ha permesso di unire la mia anima alla sua”. Un ritratto “che è totalmente scevro dal giudizio”. Gioia nel rapporto con Alessio “intravede la possibilità per la prima volta nella sua vita di andare al di là di cosa sia giusto e sbagliato, incongruo o normale, e affronta tutto con un’inaspettata spregiudicatezza – aggiunge l’interprete di Fuori -. Non ha nessuna intenzione di lasciar andare via la speranza di avere una vita di gioia, di avventura, di amore, di imprevedibilità, di bellezza. Solo, fino all’ultimo, le sfuggono le conseguenze terribili di quella strada”. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Altri contenuti sull'argomento

Le vincitrici della quarta edizione del Premio Inge Feltrinelli

Le vincitrici della quarta edizione del Premio Inge Feltrinelli

Succ.
Il ‘teatrante militante’ Servillo ai giovani: camminate insieme

Il 'teatrante militante' Servillo ai giovani: camminate insieme

Arte, Di Amato (Maire): “L’ingegneria oggi deve avere un approccio anche culturale”

Arte, Di Amato (Maire): "L'ingegneria oggi deve avere un approccio anche culturale"

Record per Artemisia, autoritratto venduto per 5,7 milioni di dollari

Record per Artemisia, autoritratto venduto per 5,7 milioni di dollari

CATEGORIE

  • Cronaca
  • Cultura
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Esteri
  • Primo Piano
  • Salute
  • Tecnologia

TI CONSIGLIAMO

Etiopia, dall’Italia fondi per sensibilizzazione sul cancro alla prostata
Salute

Etiopia, dall’Italia fondi per sensibilizzazione sul cancro alla prostata

08/03/2026
Trentini: ‘Ci dissero che eravamo delle pedine di scambio’
Cronaca

Trentini: ‘Ci dissero che eravamo delle pedine di scambio’

02/02/2026

© 2023 Il Corriere Cultura

  • Privacy Policy
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cultura, Cinema e Spettacoli
  • Tecnologia
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia Italia
  • Economia Mondo
  • Salute

© 2023 Il Corriere Cultura