Alessandra (Claudia Pandolfi), un’insegnante di lettere al liceo impegnata nella difesa dei diritti delle donne e contro il patriarcato, e Valerio (Edoardo Leo), un preside cresciuto in una famiglia molto tradizionalista che ha introiettato una serie di preconcetti comportandosi, nei fatti, da maschilista inconsapevole. È l’improbabile coppia (per caso) alle prese con una gravidanza inaspettata in 2 cuori e 2 capanne, commedia romantica di Massimiliano Bruno in arrivo nelle sale il 22 gennaio con circa 400 copie distribuita da Vision Distribution.
Il film, che aveva debuttato a ottobre in Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma dove ha vinto il Premio del pubblico Panorama Italia, ha fra gli interpreti anche Gian Marco Tognazzi, Giorgio Colangeli, Benedetta Tiberi, Alessia Barela, Betti Pedrazzi, la cantautrice Giulia Mei e il rapper Jekesa, più i cameo, nel ruolo di loro stessi, di Carolina Crescentini, Daniele Silvestri e Valerio Lundini. Per Leo, interpretare questo personaggio “è stata una sfida e un’opportunità, io nel disagio ci sguazzo – dice sorridendo -, è una delle parti più belle del nostro mestiere. Ho posizioni molto diverse da Valerio, anche se non mi sono sentito immune dal maschilismo inconsapevole: tutti noi abbiamo una parte su cui dobbiamo lavorare. È stato interessante trovare le giustificazioni per capire le azioni di Valerio. Per questi ruoli ci siamo tutti messi in discussione”. Un percorso che ha fatto anche Claudia Pandolfi: “Alessandra è una femmina stupenda e rocciosa che si rende conto come muoversi nel mondo con tutta questa fermezza e idee molto radicate possa essere anche una forma di chiusura”. Nel confrontarsi con Valerio, “fa un lavoro molto utile su se stessa”.
L’argomento “mi premeva, perché vedo sempre di più nell’opinione pubblica la contrapposizione maschi contro femmine, in un discorso di buoni e cattivi, mentre il futuro per me sta nello stare insieme, venendoci incontro” sottolinea Bruno. L’idea della trama è venuta da una discussione con la sua compagna (Sara Baccarini, ndr): “Mi ha detto che, dietro l’apparenza, io ero un maschilista inconsapevole. Ho letto cosa volesse dire e mi sono reso conto di esserlo. Così ho pensato a cosa succederebbe se una femminista facesse un figlio con un maschilista, e da lì siamo partiti”. Nel film, prodotto da Italian International Film e Vision Distribution in Collaborazione con Sky e Disney+, a dare vita a questa formula, all’inizio esplosiva sono Alessandra (Pandolfi) e Valerio (Leo), che dopo un iniziale incontro/scontro in tram, sentono subito di avere una forte reciproca attrazione e decidono di avere una relazione casuale fatta di sesso. Il primo ostacolo nasce quando lei viene assegnata come insegnante nel liceo nel quale lui è preside, ma quello ben più ostico arriva quando Alessandra, che aveva cercato per tanto tempo in passato di diventare madre, scopre di essere rimasta incinta, nonostante Valerio fosse convinto di essere sterile. Il trovare un punto d’incontro è una missione che si complica sotto il peso delle rispettive famiglie e del confronto anche a scuola, dove hanno idee molto diverse (all’inizio) sulle necessità di studenti e studentesse: lui ha voluto creare un campo di padel, lei sostiene le richieste di uno sportello psicologico e dell’educazione affettiva e sessuale. Le nuove generazioni sembrano ad alcuni “così sopite, così disattente, così inconsapevoli, in realtà siamo noi messi male non certo loro, l’abbiamo visto anche sul set. Le giovani leve ci possono insegnare molto sullo stare al mondo” commenta Claudia Pandolfi. Questo film “è anche un grande atto d’amore nei confronti di una generazione che andava raccontata nella lotta e nella fatica che fa per essere ascoltata in questo momento storico” aggiunge Bruno.
La commedia arriva sull’onda del successo travolgente di Buen Camino con Checco Zalone e dei risultati positivi della produzione italiana nel 2025, in termini di incassi e spettatori: “La cosa più importante è che questi dati siano arrivati su film molto diversi – dice Leo all’ANSA -. Abbiamo un grande comico che batte i blockbuster americani, una commedia italiana come Follemente, c’è Ozpetek. Hanno avuto successo contenuti per diversi pubblici e questo è molto confortante. Si spara spesso sulla morte del cinema italiano, ma i numeri parlano più delle nostre considerazioni”.
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