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Bellucci star due volte a Cannes, ‘serve l’arte in un mondo in crisi’

di Il Corriere Cultura - Redazione
22/05/2026
Bellucci star due volte a Cannes, ‘serve l’arte in un mondo in crisi’

“Quando penso a Cannes, vedo Monica”. Lo ha detto qualche giorno fa l’ex marito Vincent Cassel rispondendo a una domanda su quale donna di oggi per lui simbolizzi il festival. In effetti Monica Bellucci la kermesse, guidata da Thierry Fremaux, la conosce a fondo. E’ stata nella giuria del concorso nel 2006, due volte maestra delle cerimonie (nel 2003 e nel 2017), ed oltre una decina di volte sotto i riflettori come interprete di un film della selezione, da Under suspicion a Matrix Reloaded, dal controverso Irreversible a Sangue Pazzo, da Le meraviglie a Il patto dei lupi.

Quest’anno il suo ritorno è doppio: in concorso con Histoires de la nuit della regista francese Léa Mysius e con il film d’apertura della Quinzaine des cineastes, Butterfly Jam, di Kantemir Balagov. Nel film di Mysius, adattamento del romanzo omonimo di Laurent Mauvignier, Bellucci è Cristina, pittrice italiana che vive da tempo un una fattoria isolata, mentre nel primo film in inglese di Balagov appare come se stessa, in una prospettiva da scoprire. Un nuovo traguardo nel suo rapporto con il cinema del quale l’attrice ha da poco parlato in interviste con le testate ‘ F’ e ‘Version Femina’. Nella storia di Butterfly Jam “in alcune scene del film si parla di me, si vedono delle mie foto e, a un certo punto, c’è una mia presenza” spiega, mentre in Histoires de la nuit incarna una donna di sessant’anni che li dimostra tutti, senza trucchi e senza sconti”. Lea Mysius “mi ha offerto il ruolo impegnativo di questa artista italiana solitaria e austera che vive in un piccolo borgo con il suo cane. Le difficoltà della vita l’hanno indurita, allontanandola in qualche modo dalla sua femminilità e sensualità. È stata una sfida trasformarmi così tanto in questo personaggio che, sulla carta, sembrava fuori dalla mia portata”. Però “ho adorato trasformarmi in questa eremita, l’esatto opposto di chi sono e di ciò che ho fatto in passato. Inoltre, questo ruolo mi ha cambiata anche fisicamente”.

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Nel film “è richiesto che io sia una donna che con il tempo ha acquisito anche la profondità che si acquisisce invecchiando”. 
 Venendo al ritorno a Cannes, la creatività per l’attrice “è essenziale in questo mondo travagliato, ed è un privilegio vivere in Paesi che ci concedono ancora questa libertà che altri calpestano. Cannes è uno dei più grandi festival cinematografici al mondo; permette ai film d’autore di esistere e di raggiungere un pubblico internazionale. È libertà di espressione per i registi che vengono messi a tacere nei loro paesi e le cui voci possono essere condivise solo attraverso le loro immagini cinematografiche”. 
 Bellucci ha anche toccato la dimensione personale accennando alla fine della storia con Tim Burton (“Quello che abbiamo avuto non finirà mai, affetto e rispetto resteranno per sempre”) e delle figlie, Deva e Leonie che hanno seguito la madre e il padre Vincent Cassel, sulla strada dell’arte: “Amo il mio lavoro, ma non mi ci soffermo troppo – osserva-. La mia vita è sfaccettata: sono anche una donna, una madre, e ho bisogno che tutte questi aspetti di me stessa esistano. Prima di avere figli, il cinema occupava un posto speciale nella mia vita. Nutro ancora una grande passione per il mio lavoro, ma la vita ha più spazio del cinema. Sostenere le mie due figlie è fondamentale”.

I progetti in cantiere comunque non mancano: ha già girato Kettice di Giovanni Tortorici, coprodotto da Luca Guadagnino, ambientato nella Palermo degli anni’ 2000; è in lavorazione la commedia fantastica per Netflix Loups-Garous : Renaissance di François Uzan con il divo Jammel Debbouze e l’attrice, è al momento di nuovo al lavoro, tra Roma e Parigi con Maria Sole Tognazzi per il suo nuovo film, Iside, che ha nel cast anche Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano e Tecla Insolia. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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