Questo pomeriggio Piazza San Marco
si è trasformata in un teatro a cielo aperto per la scenografica
rievocazione del Taglio della Testa del Toro, antica cerimonia
che affonda le radici nel Medioevo veneziano.
L’evento è stato curato dall’Associazione Compagnia L’Arte
dei Mascareri in collaborazione con la Compagnia teatrale
Pantakin e con una delegazione della città di Aquileia. Presente
alla cerimonia il consigliere delegato alla Tutela delle
Tradizioni Giovanni Giusto, che ha sottolineato l’importanza di
questa rievocazione medievale.
“Questa rievocazione è molto più di una semplice tradizione:
è un ponte tra la storia della Serenissima e la sua capacità di
trasformare il passato in spettacolo”, ha commentato Giusto.
“Come il Carnevale stesso, il rito del Taglio della Testa del
Toro unisce arte, cultura e partecipazione, raccontando al
pubblico valori che parlano di coraggio, comunità e memoria
collettiva, in perfetta sintonia con il tema di quest’anno, che
celebra il gioco come linguaggio universale”.
A raccontare la vicenda, sul palco, l’inconfondibile maschera
di Pantalone, affiancato dalla nipote e dalla balia friulana,
mentre la delegazione di Aquileia – avvolta in mantelli neri,
gorgiere e mascheroni da maiale – ha dato vita a una potente
interpretazione del Patriarca e dei suoi dodici feudatari. Il
rito simbolico del “sacrificio” ha scandito il momento
culminante della rappresentazione, accolto dagli applausi di
Piazza San Marco. Protagoniste della scena anche le 12 Marie del
Carnevale di Venezia.
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