Due anni e otto mesi di
reclusione: è la sentenza emessa dal gup di Catania, Luigi
Barone, nei confronti dell’ex procuratrice di Gela, Lucia Lotti,
a conclusione del processo col rito abbreviato in cui era
imputata per corruzione in atti giudiziari. Lo stesso giudice
dell’udienza preliminare ha rinviato a giudizio, per l’identica
accusa, l’ex avvocato dell’Eni Pietro Amara. La prima udienza
del processo è stata fissata per il prossimo ottobre davanti al
Tribunale di Catania. La Procura aveva chiesto l’assoluzione per
la magistrata e il non luogo a procedere per il legale.
Al centro dell’inchiesta, secondo il capo d’imputazione, la
presunta “promessa, poi mantenuta”, di Amara di “intercedere con
un componente del Csm per la nomina di Lucia Lotti, all’epoca
sostituto procuratore a Roma, a capo della procura di Gela”. In
cambio, era la ricostruzione della Procura di Catania, la
procuratrice avrebbe messo “a disposizione la sua funzione in
favore di Amara” consentendogli “l’accesso ai fascicoli in fase
di indagini più rilevanti sulla raffineria di Gela” e di
“indicare i nominativi di consulenti tecnici vicino all’avvocato
o comunque all’Eni” per gli incarichi che la procura “avrebbe
potuto assegnare nei procedimenti che coinvolgevano la
raffineria”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





