“Un film politicamente dirompente
e cinematograficamente estremamente interessante. Sì è vero solo
interviste, ma non è una collezione di interviste qualsiasi, ma
ottanta minuti in cui si è costruito un film con delle
invenzioni di regia e delle sottigliezze di messa in scena
sorprendenti”.
A parlare così di Naza’ di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei
quattro registi coautori del documentario No Other Land
vincitore dell’Oscar 2025, è il direttore artistico di Venezia
Alberto Barbera che ha messo questo documentario esplosivo in
concorso all’ultimo minuto.
E ancora Barbera al cocktail di benvenuto alla stampa al Casinò:
“Il film è davvero dirompente con testimonianze autentiche e
certificate perché dietro c’è il team dei reporter di ‘The
Gardian’. Ci hanno messo tre anni a convincere questi ufficiali
dell’intelligence e dell’esercito israeliano a raccontare il
lavoro che hanno fatto nel momento in cui è cominciata
l’invasione di Gaza e vi assicuro che sono testimonianze
scioccanti. Questo è il minimo che si possa dire”.
E la prefettura alzerà le misure di sicurezza per Naza?
“Fa il suo lavoro di sempre. Ogni anno ci chiedono la lista dei
film che hanno soggetti sensibili e per i quali saranno un po’
più attenti, ma ieri sera ero a un evento c’era il prefetto e il
questore e non mi sembravano particolarmente preoccupati di
nulla”.
Questa infine la sinossi del documentario: “Girato di notte sui
tetti di Tel Aviv, il film rivela in dettaglio i sistemi alla
base della calcolata uccisione di massa di civili palestinesi da
parte di Israele a Gaza”.
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