“Ottantamila persone armate”
farebbero parte delle organizzazioni criminali attive in
Ecuador, secondo una stima del presidente Daniel Noboa che dà la
misura della sfida affrontata dalle autorità. In un’intervista a
Radio Centro, il capo dello Stato ha affermato che, tra i membri
di gruppi come Los Choneros, Los Lobos, Chone Killers e
Tiguerones, oltre alle altre bande, si arriva a circa 80mila
uomini armati. Le forze di polizia e le Forze armate ecuadoriane
contano invece complessivamente circa 93mila effettivi: tra
56mila e 57mila agenti di polizia e circa 36mila militari.
“Se in questo momento non uniamo le forze necessarie, sarebbe
molto complesso combatterli”, ha avvertito Noboa, accusando le
amministrazioni precedenti di aver trascurato per anni la
sicurezza. Il presidente ha sottolineato anche il rafforzamento
della cooperazione internazionale contro il crimine organizzato,
in particolare con i Paesi dello Scudo delle Americhe e con la
Colombia. L’Ecuador, dal gennaio 2024, è formalmente in
«conflitto armato interno» contro le bande che il governo lega
soprattutto al narcotraffico e all’attività mineraria illegale.
La frontiera con la Colombia resta uno dei principali fronti del
narcocrimine.
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