Oltre 70 modelli di tumore
pancreatico e colorettale derivati da pazienti e generati a
Verona sono stati caratterizzati e messi a disposizione della
comunità scientifica internazionale. È il contributo
dell’Arc-net Centre for applied research on cancer
dell’Università di Verona alla Human cancer models initiative
(Hcmi), il grande progetto internazionale che nell’arco di dieci
anni ha contribuito una delle più ampie collezioni di modelli
tumorali derivati dai pazienti mai realizzate. I risultati sono
stati pubblicati sulla rivista Nature.
Il compendio comprende modelli di numerose neoplasie, tra cui
tumori del pancreas, della mammella, dell’endometrio, del
colon-retto, della vescica, dell’ovaio, del polmone e del
distretto testa-collo. Per 522 modelli sono disponibili dati
clinici completi; 153 riguardano tumori rari e 71 provengono da
partecipanti con ascendenza non europea. Sono inoltre
disponibili materiali dei tumori originari e profili molecolari
avanzati, tra cui sequenze di Dna e Rna e dati trascrittomici ed
epigenetici.
Una componente centrale del progetto è rappresentata dagli
organoidi tumorali, strutture tridimensionali ottenute a partire
dai tessuti dei pazienti e coltivate in laboratorio. A
differenza delle tradizionali linee cellulari bidimensionali,
gli organoidi sono in grado di conservare molte delle
caratteristiche genetiche e biologiche del tumore da cui
derivano, offrendo ai ricercatori modelli più rappresentativi
della malattia. Questi sistemi consentono di studiare come le
cellule tumorali crescono e si adattano, di identificare i
meccanismi da cui dipende la loro sopravvivenza, e di
analizzarne la risposta ai trattamenti.
Il centro veronese ha partecipato all’iniziativa come subsite
italiano del Cancer model development center coordinato dal Cold
spring harbor laboratory negli Stati Uniti. La sede italiana è
stata co-guidata da Aldo Scarpa, docente di Anatomia patologica
dell’Università di Verona e fondatore di Arc-net, e Vincenzo
Corbo, docente del dipartimento di Ingegneria per la medicina di
innovazione e direttore della Scuola di dottorato di ateneo.
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