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Home Cultura

>>>ANSA/ Ranucci e le accuse di molestie, centrodestra all’attacco

di Il Corriere Cultura - Redazione
21/08/2026

(di Elisabetta Stefanelli)
“Grazie, perché siete qui nonostante
abbia perso la credibilità”. Polemiche e bagni di folla per il
conduttore di Report Sigfrido Ranucci, che così ha aperto la
presentazione del suo libro “Il ritorno della casta” ad Asiago
(Vicenza). “Io è dal 2000 che faccio i conti con queste cose,
quando ritrovai la cassetta di Borsellino e chiesero il mio
licenziamento”, afferma Ranucci senza però fare riferimento ai
nuovi attacchi nei suoi confronti oggi dedicati alle parole di
Angela Camuso, giornalista che lo ha accusato di comportamento
scorretto, parole che hanno aperto un nuovo fronte. Ma
all’epoca, ricorda ancora Ranucci parlando del passato, “c’era
un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E
poi le inchieste sono finite con un’archiviazione”. Ranucci,
sempre parlando davanti a una grande quantità di persone, ha
sottolineato: “Il problema grande di questa nuova ondata è il
dolore che devo raccogliere delle persone che mi stanno vicino
in questi giorni. Sono ormai due mesi e mezzo viaggio a una
media di 200 articoli al giorno, di cui due terzi sono pieni di
falsità, anche di giornali da cui non te lo aspetteresti. Non
posso ovviamente perdere il tempo a smentire ogni cosa perché
sarebbe impossibile”. Tuttavia, “l’unica fortuna è che tra
qualche settimana mio figlio diventerà avvocato”.
   
Nel frattempo è soprattutto Fratelli d’Italia a puntare il
dito contro il conduttore dopo le parole della giornalista. “La
sensazione che mi è rimasta addosso è lo sgomento. Non lo
denunciai ma qualcosa mi si è spezzato dentro”, ha detto
all’ANSA Angela Camuso, la giornalista e scrittrice che in una
lettera al quotidiano Il Tempo ha raccontato di aver ricevuto
delle “avance” da Ranucci nelle ore e nei giorni successivi a un
colloquio di lavoro sostenuto nel 2018 nella sede Rai di via
Teulada per collaborare con Report. “Non è stata certo la prima
volta che qualcuno ci ha provato – spiega – però io da lui non
me l’aspettavo. Avevo lavorato con Milena Gabanelli, quindi non
so, per me Ranucci conduttore di una trasmissione come Report
rappresentava quello che poi rappresentava un po’ per tutti fino
a quando è successo quello che è successo in questi mesi.
   
Nessuno metteva in dubbio la sua rettitudine. È come se mi fosse
caduto un po’ il mondo addosso, dentro di me si è rotta la
fiducia nel futuro, questa cosa mi è rimasta dentro per tanto
tempo”.
   
Parole che aprono un nuovo fronte di discussione. “C’è un tema
che in genere unisce tutti i partiti, ed è quello del rispetto
delle donne e della lotta alle disparità di genere”, dice la
senatrice di Fratelli d’Italia Elena Leonardi, vice presidente
della commissione Femminicidio in Senato aprendo la giornata di
scontro. Dal suo partito le fanno eco Sara Kelany, componente
della Commissione di Vigilanza Rai, che punta il dito contro
”il silenzio assordante della sinistra”. O ancora la deputata
di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli secondo cui ”il
Servizio Pubblico non può tollerare che un conduttore, forte
della sua esposizione mediatica, si senta in diritto di
sfruttare la propria posizione di preminenza per scopi
personali, che si tratti di stagiste o di giornaliste in cerca
di un’opportunità lavorativa”. Dallo stesso fronte Susanna
Donatella Campione, senatrice di Fratelli d’Italia convinta che:
”si allungano ombre sempre più inquietanti sui rapporti
“lavorativi” di Sigfrido Ranucci con le donne”. Chiosa il
senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, membro della
Vigilanza Rai: ”Sarà tutto falso. Intanto, come lui,
raccontiamo, leggiamo, raccogliamo e poi alla fine ci affidiamo
alla formula dubitativa: potrebbe non essere vero. Ma la Rai sta
valutando tutti questi comportamenti?”.
   
E mentre il leader M5s Giuseppe Conte parla di ”crociata
contro Report”, dal Pd il senatore Walter Verini, sottolinea
che “Certe dichiarazioni di queste ore di esponenti della
destra sono incredibili e inaccettabili: invece di rispettare e
aspettare il lavoro della Magistratura, si dichiara usando
metodi alla Orban, si vorrebbe usare un colpo di spugna per
cancellare – con le inchieste di Report – pezzi di storia
italiana, vicende di mafia, stragismo, complicità con la
politica”.
   
Intanto Ranucci a difendersi ci pensa da solo e parlando della
condizione del giornalismo in Italia, dice che “non ho ancora
visto, nonostante tutti si riempiano la bocca, un politico che
ha in agenda come primo punto la libertà di informazione e di
difendere il vostro diritto di essere informati”. “Non vorrei –
conclude – che passasse il concetto che l’unica libertà di
stampa da difendere od omaggiare sia quella dei giornalisti
morti, perché questo è un fatto grave. Si va verso leggi che
sono sempre più liberticide”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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