“Facciamo rumore perché il
silenzio protegge chi fa del male. Facciamo rete perché solo
insieme possiamo proteggere chi ha bisogno. Amiche, sorelle,
compagne di banco, conoscenti… denunciamo”. Chi con i
fischietti, chi con le chiavi, chi semplicemente battendo
furiosamente i piedi sulla pedana in acciaio già pronta per la
Sagra dell’Assunta: in 300 questa sera a Camponogara, nel
Veneziano, hanno fatto rumore in ricordo di Tania Terrin, la
39enne uccisa dall’ex fidanzato Dino Keber che poi si è tolto la
vita.
Le dinamiche del femminicidio le accerterà l’autopsia, in
programma per domani, e la magistratura farà il suo corso, ma
intanto la comunità (circa 13 mila abitanti) è profondamente
scossa: ieri persone di ogni età hanno aderito all’invito della
vicesindaca, con delega alle Pari opportunità, Vania Trolese e
dell’associazione ‘Riviera Donna’ con cui Terrin si era messa in
contatto. Il suo nome figurava infatti nella chat di WhatsApp.
“Offriamo una spalla, un’opportunità per uscire insieme e
attraverso questi momenti ci avviciniamo alle donne, che si
confidano – ha detto la presidente Chiara Boscaro -. A loro dico
di non farsi scoraggiare da questi eventi luttuosi perché hanno
diritto a riappropriarsi della loro vita”.
Molto è stato fatto in materia di prevenzione, ma tanto resta
da fare: “Un fenomeno che sta dilagando, dobbiamo intervenire in
maniera diversa – ha spiegato il sindaco Antonio Fusato – a
partire dalle scuole. Come Conferenza dei sindaci della Riviera
ci troveremo al più presto dopo le ferie per discuterne”.
Lo sportello antiviolenza di Mira, che accoglie le donne
vittime di violenza dei Comuni della Riviera, ha preso in carico
da gennaio a luglio 39 nuovi casi. Un centinaio le donne
seguite.
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